Primi passi per avviare un’attività e-commerce – Parte 1


Entrare nel mondo dell’ ecommerce e vendere on-line è oggi una consolidata strategia vincente sia come trampolino di lancio sul mercato per un’azienda all’inizio della sua avventura, sia come nuovo canale di vendita per realtà già esistenti e presenti sul mercato retail.

L’e-commerce è infatti un ottimo strumento di interazione commerciale sia per le aziende che hanno la necessità di ampliare il proprio business, sia – e forse soprattutto – per le piccole imprese, in grado di ritagliarsi uno spazio sul mercato senza disporre di grossi capitali.

In tutti i casi, i vantaggi del canale on-line sono chiari e facilmente riassumibili:

  • Apertura al mercato: possibilità di raggiungere clienti ovunque, grazie all’ampia visibilità offerta dalla rete (gli esempi di piccole aziende che grazie all’e-commerce esportano il proprio prodotto dall’altra parte del mondo, sono innumerevoli)

  • Vendita no-stop:  negozio online aperto 24 ore su 24 ore, 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno

  • Costi contenuti: sia per la realizzazione, che per la gestione e la promozione non sono necessari grossi investimenti.


Tuttavia, aprire uno shop online non è un’operazione banale – nonostante sia comunque più semplice di quanto possa apparire – e richiede alcune accortezze preliminari e un piano ben strutturato.

Prima di lanciarsi in questa avventura, è bene dunque farsi un’idea di quali siano i primi passi da affrontare.

Valutazioni iniziali


È bene fare una prima distinzione tra:

  • Società non costituita

  • Azienda già presente sul mercato


ecommerceTale distinzione, oltre a influenzare alcune scelte iniziali (piattaforma, target di riferimento...), comporta anche differenti attività burocratiche da svolgere prima di iniziare l’attività.

In caso di società non costituita, è necessario procedere in tal senso davanti a un notaio, registrare la ragione sociale in camera di commercio e versare le tasse previste. Tutte le informazioni necessarie sono disponibili sul sito della camera di commercio della vostra città. Ad esempio, se siete di Milano cliccate qui. In caso di azienda già presente sul mercato, invece, questo step non è necessario.

In entrambi i casi, per iniziare la vendita attraverso il canale online è necessario avviare alcune pratiche burocratiche previste dall’ordinamento in materia di vendita online, che approfondiremo la prossima volta.

Prima di lanciarsi sul mercato è  buona norma conoscere il settore di riferimento in cui andremo a giocare la nostra partita. Senza soffermarci sulla valutazione del prodotto che si intende promuovere – in questo senso le variabili in gioco che decretano il successo o il fallimento di un prodotto sono tante e tali da non renderle elencabili – è bene però rimarcare l’importanza di una analisi del potenziale di vendita, del target di riferimento e dei competitor sul mercato (a tal proposito vi consiglio di guardare i corsi online, gratuiti, presenti sul sito di OFF).

Anche in caso di una realtà già presente sul mercato, qualora si decida di sbarcare online è bene verificare la presenza dei competitor in rete, le loro strategie e le loro performance, per capire quali e quanti spazi ci siano per agire.

Un’ultima decisione da prendere in considerazione è quella di definire i “confini” – nazionali o internazionali – della propria attività, in modo da poter definire meglio le necessità iniziali.

Piattaforma  e-shop o in proprio?


La decisione di vendere i propri prodotti in rete prevede una scelta iniziale fondamentale:

  1. aprire un sito in proprio

  2. affidarsi ad una piattaforma già esistente in cui inserire i prodotti


Cosa conviene di più? Impossibile dare una risposta che valga per tutti.

È possibile però definire alcuni criteri per individuare la scelta migliore per la propria azienda, in base alle esigenze e alle disponibilità economiche.

a. Aprire il proprio e-shop


Questa soluzione porta vantaggi non indifferenti, primo fra tutti la possibilità di personalizzare al massimo il proprio negozio on line. Tutto sarà esattamente come lo vogliamo, dalla grafica, al processo di acquisto, all’esperienza del cliente nel nostro negozio virtuale.

prestashopTali vantaggi portano dietro una spesa maggiore in termini di investimento iniziale, anche di tempo. Esistono sul mercato diverse piattaforme e software open source, utilizzabili senza costi di licenza. PrestaShop, Magento, e WooCommerce sono solo alcune delle soluzioni presenti in rete. Sono personalizzabili, ma richiedono comunque tempo e competenze per la loro gestione.

È indubbio che tale soluzione, specie in presenza di un budget elevato, è particolarmente indicata per aziende già esistenti, con la necessità di distinguersi e di creare uno spazio virtuale che rispecchi in pieno il proprio brand.

b. Affidarsi a un marketplace esistente


Spendere del tempo per spiegare cosa siano Ebay, Amazon o Pixmania è decisamente superfluo. Queste elencate sono comunque solo alcune delle piattaforme più utilizzate in rete come canali da parte di tantissimi venditori.

Accanto a marketplace generalisti come Ebay e Amazon, troviamo oggi piattaforme che stanno divergendo e differenziandosi sempre di più anche in base alle tipologie di prodotti venduti, come Etsy, marketplace dedicato ad articoli vintage o handmade.

Tali soluzioni sono ottime e l’investimento richiesto, in termini di costo e tempo, è certamente minore del precedente, senza contare che il supporto che tali marketplace danno sia dal punto di vista logistico che tecnico è un vantaggio non indifferente. Tali caratteristiche rendono questo tipo di soluzione particolarmente indicata per società appena costituite, che non hanno una presenza fisica.

blommingUn’altra piattaforma di riferimento per le vendite online è Blomming, di cui abbiamo parlato di recente in un’intervista fatta ad Alberto D’Ottavi, marketplace che ha come obiettivo dichiarato quello di “rivoluzionare” l’e-commerce, trasformandolo in Social Commerce.

E voi, cosa preferite: un vostro e-shop o una piattaforma e commerce?

Nella seconda parte dell'articolo approfondiremo altri aspetti dell’ecommerce: burocrazia e aspetti di comunicazione/promozione via web.