Un nuovo modo per finanziare la propria startup: il crowdfunding


Tra le tante start up presenti al World Wide Rome del 9 Marzo c’era anche Eppela, la prima piattaforma italiana di crowdfunding. Per il ciclo delle interviste di OFF ho intervistato la sua fondatrice, Chiara Spinelli.

Iniziamo subito con le definizioni: cos'è il crowdfunding?


Citando Wikipedia:" Il crowdfunding descrive un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per supportare gli sforzi di persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. (...) La Rete è solitamente la piattaforma che permette l'incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowdfunding.

Colui che ha portato alla notorietà il crowdfunding oltreoceano è Barack Obama, pagando parte della sua campagna elettorale per la presidenza con i soldi donati dai suoi elettori, i quali erano i primi portatori di interesse. Le iniziative di crowdfunding si possono distinguere in iniziative autonome, sviluppate ad hoc per sostenere cause o progetti singoli, e piattaforme di crowdfunding. Le piattaforme di crowdfunding sono siti web che facilitano l'incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove dei progetti e l'offerta di denaro da parte degli utenti".

Chiara ha creduto e crede fortemente in questo processo collaborativo. Conosciamo meglio lei ed Eppela.

Domanda: Buongiorno Chiara, dopo il tuo speech a World Wide Rome ho pensato che una intervista potesse essere il modo migliore per spiegarci bene come funziona in concreto una piattaforma di crowdfunding. Ci puoi raccontare qualcosa? Come è nata Eppela?


Risposta: Eppela è nata nell’autunno 2010 da una idea di Nicola Lencioni, e da una sfida che ho raccolto. Lavoravo per una agenzia pubblicitaria di Lucca, occupandomi soprattutto di creatività. Nicola Lencioni, che era il mio capo, mi ha fatto vedere Kickstarter, il sito americano più famoso di crowdfunding, che già all’epoca macinava grandi numeri, anche se ha avuto una vera e propria esplosione nel 2011.

In Italia non c’era niente del genere, c’era qualche altra realtà in Europa, ma niente di paragonabile al successo americano . Ho cominciato a fare ricerche, e a verificare le possibilità tecniche e tecnologiche di realizzare una piattaforma simile anche in Italia.

Il 2 Maggio 2011 Eppela è andata online con la prima versione della piattaforma.Eppela sostanzialmente è un sistema di raccolta fondi attraverso il web, che utilizza uno strumento sociale, e che consente di sostenere i progetti anche con piccole e piccolissime somme. Da noi per esempio l’importo minimo della donazione è di 2 euro, in USA 1 dollaro. Con questo metodo si raccolgono fondi, attraverso l’attività ed il sostegno di un gruppo di persone.

Eppela NON è un finanziamento che implica una partecipazione all’utile, e non è un fondo di venture che a volte prevede una partecipazione al capitale sociale. E’ molto adatto a progetti culturali, oppure al settore del no profit. L’importante è che siano progetti “chiusi”, ovvero che abbiano una loro organicità ed una loro chiara realizzazione. A fronte della donazione il progettista offre una ricompensa, un reward.
Eppela ha scelto di essere una piattaforma generalista di crowdfunding, ovvero di ospitare progetti di diverso genere, organizzati in aree tematiche: Arte, Lifesyle, Tecnologia e Design, Innovazione Sociale (settore no profit).

Un altro importante aspetto di Eppela è il cosiddetto “sistema tutto o niente”: il progettista stabilisce una soglia minima di realizzabilità, ed un tempo di permanenza del progetto sulla piattaforma, da un minimo di 30 ad un massimo di 120 giorni. Se il progetto raggiunge la soglia minima, o la supera (non c’è un limite massimo) allora i soldi vanno sul conto PayPal del progettista.

Se la soglia non viene raggiunta, i soldi non vengono trasferiti, ma non sono mai partiti, perché PayPalti fa sottoscrivere la cosiddetta “promessa dipagamento”, che decade se la raccolta ofndi del progetto non va a buon fine. Ovviamente è condizione essenziale che il progettista ed i sostenitori abbiano un conto PayPal.

D: Hai parlato di un reward, di una ricompensa. Chi sostiene un progetto dunque ha una sorta di riconoscimento, se il progetto viene realizzato. Ci puoi fare qualche esempio di ricompensa?


R: Le ricompense sono legate ad un prodotto o ad una emozione, ma sono sempre legate al progetto che si vuole lanciare. Per esempio chi vuole realizzare un video, consente il download digitale. Chi vuole realizzare un disco musicale, può inviare una copia fisica autografata. Per il cinema, è molto usato l’inserimento del nome del sostenitore nei ringraziamenti nei titoli di coda.

Le compagini teatrali per esempio offrono un posto in prima fila allo spettacolo, oppure la possibilità di vedere lo spettacolo da dietro le quinte, oppure una cena con la compagnia dopo lo spettacolo. Per i prodotti di design, il progettista offre un campione del prodotto, magari in edizione speciale o limitata.

D: Quali sono le principali caratteristiche che analizzate nella selezione di un progetto?


R: La selezione del progetto non è quasi mai nel merito dell’idea. Analizziamo soprattutto tre aspetti, tre valori:

1) Il Budget: è importante che il progettista abbia tarato il budget (la soglia minima da raggiungere) con l’idea che vuole realizzare. Il budget deve essere ovviamente coerente con il progetto stesso in termini reali. Da maggio 2011 abbiamo esaminato circa 800 progetti, molti dei quali scartati proprio perché l’importo richiesto era assolutamente non realistico rispetto all’ idea da realizzare (troppo basso o troppo alto).

2) La competenza del progettista o del team: se è una associazione, per esempio, chiediamo alcuni link e siti che ci rimandino alle attività della associazione. Se è un singolo, analizziamo la sua reputazione sociale, la sua credibilità sul web, analizzando le sue attività in Rete. Per competenza dunque non intendiamo titoli di studio o qualifiche, ma valutiamo la credibilità del progettista nel proporre e sostenere il suo progetto.

3) La conoscenza del meccanismo di funzionamento della piattaforma: verifichiamo se il progettista ha ben chiaro il funzionamento di Eppela, e soprattutto se ha compreso che per realizzare un progetto occorre molta tenacia e capacità di autopromozione. Il progettista deve capire che il suo progetto è innanzitutto una potente operazione di comunicazione, e dunque necessita di una adeguata promozione in Rete, soprattutto sui social network. E poi deve stabilire bene il sistema delle ricompense

D: Aiutate i “wannabe startupper” dando loro consigli, per esempio sulla scelta della deadline, oppure sulle modalità di promozione dell’ idea?


R: Certo, facciamo una grande opera di formazione sull’utilizzo della piattaforma e dei suoi meccanismi. Abbiamo verificato che il tasso di abbandono dei progetti da parte degli stessi progettisti è molto alto, perché spesso hanno sottostimato l’impegno richiesto, o non hanno compreso il sistema, o non sono sufficientemente tenaci nella promozione del progetto.

Noi forniamo una “mail di buoni consigli” nella quale cerchiamo di tarare insieme la ricompensa, consigliamo di concentrarsi sulle donazioni comprese tra i 2 ed i 100 euro, che sono quelle più facili daottenere e più idonee a raggiungere la soglia minima. Dopo le prime mail c’è un contatto più approfondito ed un esame da parte nostra della fattibilità del progetto. Sulla piattaforma abbiamo anche studiato una mail di “remind”per coloro che si avvicinano ad un progetto, dimostrano interesse (esempio apponendo un Like oppure condividendo sulla loro bacheca) ma non hanno effettuato ancora la donazione perché incerti, o perchè vogliono vedere come evolve l’andamento delle donazioni.

A pochi giorni dalla scadenza del progetto inviamo una mail di remind al sostenitore, ricordandogli il suo interesse e invitandolo a fare un’offerta al progetto, se non l’ha ancora fatta.

D: Ad un anno di distanza dalla sua nascita, possiamo raccontare una esperienza di successo di un progetto finanziato tramite Eppela?


R: Ti rispondo subito. Adesso per esempio abbiamo un progetto molto interessante, partito da qualche giorno, che ha già raccolto una discreta somma e che si propone di realizzare un modulo webserver per Lego Mindstorms Robots. Il ragazzo che lo promuove è molto bravo, ha fissato una soglia raggiungibile (6.000,00 euro), una deadline di 60 giorni, ed ha fissato una adeguata ricompensa, che è il dispositivo stesso (per informazioni vi rimando al sito del progetto http://www.eppela.com/ita/projects/162/nxt2wifi-modulo-webserver-per-lego-mindstorms-robots).

Si ragiona soprattutto in termini di nicchia di mercato, sul modello della coda lunga di Chris Anderson. Il primo progetto realizzato da Eppela per esempio è stato quello di una ragazza, una grafica molto brava, che ha creato una linea di abbigliamento eco-compatibile a tema “vegan” (vegano) , con disegni molto originali, stampati su magliette importate da una azienda USA che utilizza solo materiali green. Tutta la filiera della produzione è green.

Lei rappresenta proprio la prova di come si può operare bene con Eppela: si è posta in modo molto informale, è stata molto attiva sui social media per promuovere la sua idea, ha detto che voleva inseguire il suo sogno e farlo diventare il suo lavoro. I soldi le sono serviti per comprare una nuova macchina da cucire e per promuovere il progetto a fiere e mercatini. Il suo progetto è risultato vincente perchè ha unito il messaggio alla capacità di raccontarsi bene, ad una ricompensa adeguata (il prodotto, la maglietta, il capo di abbigliamento).

Oggi per lei si sono aperte nuove opportunità: è stata ospitata in eventi di settore, ad una sfilata vegan a Parigi, ha un nuovo sito web di e-commerce etc. Ma soprattutto Eppela è stata utile per lei per crearsi nuovi contatti, per fare network e crearsi un nuovo pubblico.

D: Quali ostacoli si incontrano in Italia nella diffusione della conoscenza del crowdfunding?


R: Il primo grande ostacolo in Italia è rappresentato dal “digital divide”: siamo tutti su Facebook, abbiamo imparato a pubblicare video su YouTube ma pochi sanno come aprire un conto PayPal. La necessità di avere il conto PayPal è il primo grosso deterrente: molti mi chiedono ancora se è possibile operare con un bonifico bancario o addirittura un vaglia postale (!), senza sapere che bastano pochi click per aprire un conto PayPal, che è gratuito, e permette di effettuare pagamenti online in tutta sicurezza.

Ad una scarsa conoscenza si unisce l’analisi delle dinamiche sociali: chi va su Eppela e sostiene un progetto chiede la fiducia nei confronti del progettista, che quindi deve avere una buona reputazione sociale. Chi sostiene un progetto lo fa per altruismo e mecenatismo, ma anche per avere un prodotto in anteprima o in esclusiva.

Questo ultimo aspetto è il principale motore per il sostegno dei progetti in Kickstarter, la piattaforma Usa di crowdfunding, che solo nell’ultimo anno ha realizzato più di 3.000 progetti. Ora il mercato guarda con attenzione ai progetti realizzati per il tramite di Kickstarter.

In Italia, in considerazione della crisi economica ed occupazionale, la possibilità di sostenere un progetto di start up è anche un modo per i consumatori di dire al mercato ciò che piace a loro. Se io ed altri tremila sosteniamo quel progetto, lanciamo un segnale al mercato, perché siamo un nuovo pubblico per una nuova nicchia di mercato. (E’ proprio quello che ha detto Chris Anderson a proposito dei makers, come abbiamo raccontato in un precedente post). Il crowdfunding dunque è un meccanismo di condizionamento dal basso del mercato, e può davvero rappresentare un sostegno capillare all’industria low budget.

D: Ultima domanda, Chiara. Cosa diresti ai giovani che abbiano il desiderio di realizzare un progetto e vogliano avvalersi della vostra piattaforma per accedere ai capitali necessari?


R: Direi a loro che la piattaforma di Eppela è uno strumento perfettibile, e che stiamo lavorando perché lo strumento sia sempre più performante. Accettiamo dunque tutti i consigli ed i suggerimenti che gli utenti vorranno inviarci e fornirci. Direi anche ai giovani che lo strumento c’è, ora ci vogliono solo le idee, bisogna riempire la piattaforma di progetti, di nuovi contenuti.

I buoni progetti fanno sempre parlare di sé e la notizia arriva non solo agli appassionati, ma soprattutto ai “profani”, cioè ad un pubblico più ampio ma potenzialmente interessato. Eppela è alla ricerca di nuovi progetti, perché ogni progetto che viene realizzato è un successo condiviso tra il progettista ed il team di Eppela, e non soltanto per il 5% che Eppela trattiene sulla soglia raggiunta (c he per importi piccoli, aggiungo io, è veramente modesta: pensate che in un progetto di 6.000,00 euro il 5% corrisponde a 300 euro).

Il successo, il vero risultato è nel fare network, nel creare ed alimentare una community online, nel cercare “sostenitori seriali”, che sappiano apprezzare e riconoscere i progetti validi. Vorrei infine dire ai giovani: se non ci sono le opportunità di lavoro in Italia, allora COSTRUIAMOCELE!

Con questo bellissimo augurio termino l’intervista a Chiara, che ringrazio moltissimo per il suo tempo e la sua disponibilità. Per approfondimenti vi rimando ovviamente al sito di Eppela , alla pagina Facebook, e vi allego il link dell’intervento di Chiara al World Wide Rome.



Alla prossima intervista, startupper!