Come si chiama il connubio perfetto tra crowdfunding ed ecommerce? Crowdrooster !


E’ di 3 ragazzi italiani la piattaforma che sta rivoluzionando il mondo del crowdfunding. L’idea è di mettere a disposizione questo strumento per piccole e medie imprese già attive sul mercato superando il concetto per cui la raccolta di fondi online è valida solo per le startup.

Sviluppando il modello di crowdfunding reward based, Francesco Gatti, Alessandro Rovati e Francesco Fumagalli hanno deciso di creare Crowdrooster, una startup che ha come obiettivo quello di finanziare progetti di design e prodotti d’eccezione.

Come è nata questa idea?


Alessandro Rovati racconta l’inizio dell’avventura: “Pensavamo di fare un’ App per iPhone, ma dopo aver iniziato a lavorarci abbiamo sviluppato un business model diverso e capito quale poteva essere la nostra mission: noi vogliamo offrire alle aziende che intendono produrre beni di consumo uno strumento per raccogliere fondi, chiedendo all’utente finale di investire su un prodotto che deve essere ancora creato, offrendo così anche una piattaforma per testare il mercato.”

Quale differenza c’è con le piattaforme rivali come Kickstarter e Indiegogo?


A differenza loro noi siamo focalizzati su startup incubate all’interno di acceleratori e che vogliono creare il proprio brand.”

Inoltre è importante sottolineare che non tutti i prodotti, una volta fatta la richiesta, vengono presi in considerazione, dato che sono selezionati da advisor a supporto dell’ operazione.

Questi sono LEVEL39, il grande incubatore di Londra che ha come obiettivo principale quello di costruire nella City il più importante acceleratore di imprese finanziarie e tecnologiche ed una superbanca come Jp Morgan la quale ha messo a disposizione il know how del suo vicepresidente per aiutare i ragazzi nella creazione del Business Plan.

Attraverso Mangopay, il paying gateway di Crowdrooster, continua Rovati “facciamo screening a livello legale ed economico, quindi l’utente finale ha più garanzie su ciò che andrà a ricevere.”

Per fidelizzare il cliente, la piattaforma prevede un servizio dedicato di e-commerce in modo che il processo di vendita sia continuo ed efficace anche dopo il finanziamento del bene.

L’idea della startup è quella di creare “ un distretto dell’innovazione digitale” attraverso cui si potrà superare il concetto stesso di produzione basata su domanda o su offerta, trovando il giusto equilibrio tra le 2 componenti in modo da evitare una sotto o sovra produzione, il che è fondamentale per l’impresa che avrà  l’informazione necessaria e utile a pianificare i costi( fatto vitale in tempi di crisi).

Inoltre darà un’immensa libertà nella costruzione del bene al consumatore finale che diventa quindi parte del processo produttivo.

A febbraio finirà la sperimentazione di Crowdrooster con lo scopo di coinvolgere circa 20 aziende.

La realizzazione è stata possibile grazie ad una raccolta fondi di £ 600.000 promossa attraverso le 3F: friends, family and fools.

 

E voi avete provato Crowdrooster? Cosa ne pensate?