Equity crowdfunding: da finanziatore a socio di una startup


Anche in Italia stanno nascendo le prime piattaforme di equity crowdfunding secondo quanto previsto dall'apposito regolamento predisposto dalla Consob. Il regolamento prevede che i gestori dei portali debbano ricevere l’autorizzazione da parte della Consob prima di iniziare la loro attività.

Ma perché le piattaforme italiane devono essere autorizzate dalla Consob?


equity crowdfundingIl regolamento emanato da Consob a luglio 2013 ha l’obiettivo di predisporre delle regole perché si crei un rapporto di fiducia tra la startup e il potenziale investitore. Quest’ultimo deve essere consapevole delle caratteristiche e dei rischi che l’investimento comporta.

Il gestore della piattaforma ha proprio il compito di “educare” l’investitore a una scelta consapevole mettendogli a disposizione tutte le informazioni necessarie riguardo le startup e le singole offerte.

Vista la delicatezza del ruolo giocato dalle piattaforme online, la Consob deve valutarne l’affidabilità e la qualità del servizio svolto.

I soldi che investo nei progetti presenti all'interno della piattaforma a chi vanno? Alla piattaforma online o alla startup?


È bene specificare che, una volta che l’investitore ha deciso di finanziare una startup, l’ordine di sottoscrizione deve essere obbligatoriamente eseguito da una banca o un' impresa di investimento (SIM).

La somma investita verrà versata su un conto indisponibile intestato alla startup acceso presso una banca o una SIM e in nessun modo il gestore del portale può venire in possesso delle somme investite.

Tutto questo a piena tutela del potenziale investitore: trattandosi di operazioni svolte per lo più attraverso internet il rischio di iniziative illecite o di truffe è concreto.

E poi che succede?


Se la campagna di crowdfunding si conclude positivamente (ossia se viene sottoscritto l’intero ammontare richiesto e se almeno il 5% dell’investimento viene sottoscritto da investitori professionali) l’investitore diventa a tutti gli effetti socio della società nella quale ha investito e ne acquisisce i relativi diritti: diritto di voto se previsto, partecipare alla vita della società, godere di eventuali dividendi.

Sempre a tutela dell’investitore viene concessa la facoltà di recedere dall'investimento entro 7 giorni dall'adesione senza dover pagare alcuna spesa. In questo caso i soldi già versati saranno restituiti.

Ma le piattaforme di equity crowdfunding come ci guadagnano?


Nessuna commissione viene addebitata dal gestore del portale all'investitore mentre la startup finanziata gli riconoscerà una commissione (solitamente una percentuale del capitale raccolto) solamente in caso di esito positivo della raccolta.

L’equity crowdfunding è sicuramente un’opportunità per chi ha molte idee ma poche risorse per realizzarle soprattutto in un periodo di crisi economica come quello che stiamo vivendo.

La possibilità di investire anche importi minimi consente a moltissime persone di poter entrare a far parte di un’idea, di vederla crescere e, perché no, di avere la soddisfazione di scrivere assieme agli ideatori del progetto una storia di successo.

 

(Foto: h2it.org e moscardiconsulting.it)