Startup, come preparate la vostra exit strategy?


Molti imprenditori hanno le capacità per  creare un business, partendo da un’idea e riescono a svilupparlo, passando attraverso le “forche caudine” della stesura di un plan, del reperimento dei finanziamenti, dell’ampliamento della squadra e della struttura. Quando arriva  il momento dell’ordinaria amministrazione,  la gestione del quotidiano spesso non li appassiona o non li vede vincenti. Se i plus di un founder sono la vision unita alla conoscenza del mercato potenziale, il coraggio e la capacità di trasmettere il valore dell’idea,  quando l’impresa è consolidata, i must diventano il mantenimento degli equilibri e la messa a punto dei processi. “Che barba, che noia!”, potrebbe esclamare il nostro startupper e allora…meglio EXIT.

EXIT STRATEGY: QUANDO


exitMa non bisogna pensare all’exit  come ad un evento negativo. Una valida exit-strategy  deve servire ad online casino ottimizzare un successo e non essere la scappatoia da un periodo di crisi: il modello di business deve essere stato già sperimentato, ma deve  ancora avere appeal e prospettive di crescita,  la concorrenza può essere già entrata in gioco, ma non ancora in modo massiccio. Nei blog USA sulle startup si legge “se ci sono nubi all"orizzonte, vendi almeno prima che cominci a piovere”! Con questi presupposti, il risultato economico, derivante dalla  valutazione di un’azienda al top, sarà il migliore possibile e non una svendita a prezzo di saldo.

EXIT STRATEGY: COME


In quest’ottica,  per una startup, la fase di exit è importante e va attentamente pianificata tanto quanto i primi passi nel mercato, anzi i due momenti dovrebbero essere  pianificati contemporaneamente già nel primo business plan, in modo da gestire l’azienda, focalizzandosi sugli aspetti che la renderanno sempre più attraente per i potenziali compratori. La fattibilità e la convenienza di una exit sono condizionate dalle decisioni sulla struttura dell’azienda che si sono assunte in fase di impianto, che possono costituire un ostacolo alla vendita o porre dei vincoli:

  • forma giuridica

  • clausole di partecipazione/partnership

  • struttura del capitale e assetto della proprietà

  • procedure contabili

  • contratti con dipendenti, fornitori, clienti.


L’exit strategy dovrebbe essere sottoposta a verifica ad ogni revisione annuale del business plan e del budget. Costruire una exit strategy significa sviluppare una visione, ma anche strutturare un processo articolato che prende il via dall"elaborazione di un piano d’azione nel quale individuare i target potenziali -> selezionare quelli più interessanti -> decidere come presentare l’offerta -> negoziare i termini dell’affare -> concludere.

E poi via, a godersi la vita o a mettere in piedi un’altra startup!

(Foto: exolta.com)