Il couponing, dagli USA in Italia.


Celebrato da una trasmissione molto popolare negli USA, da poco sbarcata in Italia su Real Tv con il (peraltro poco fantasioso) nome di “Pazzi per la spesa”, il “couponing” entra prepotentemente nelle vite degli italiani.

Di che si tratta?


E’ la classica scoperta dell’acqua calda: perché spendere di più, quando si può risparmiare per avere la stessa cosa?

In un mondo da un lato dominato dal bisogno di consumare e dall’altro strangolato dalla necessità di risparmiare a causa della crisi, si è trasformata in filosofia di vita quella che da sempre è una regola di buon senso. Quando le disponibilità finanziarie scarseggiano, non potendo aumentare il proprio reddito il consumatore è costretto a tagliare i consumi. A meno che non si organizzi meglio, ottimizzando le risorse: comprare le stesse cose spendendo molto meno non è un miraggio, ma una realtà a portata di mano o meglio, di buono.

Come si sviluppa?


Basilarmente, non c’è nulla di nuovo: i buoni sconto esistono da molti anni. La novità è tutta nel “come” ci si gestisce per organizzare la raccolta dei buoni ed ottimizzare il risparmio.

Per alcuni è una passione, per altri una vera e propria professione. In tempi di crisi ho perso il lavoro e non ho più uno stipendio? Mi organizzo per risparmiare l’equivalente di una (buona) retribuzione mensile, e il bilancio familiare si aggiusta.

Perché funziona?


Chiariamolo subito: queste cose accadono solo negli States. Almeno per ora.

Il meccanismo di utilizzo dei buoni, la policy commerciale della grande distribuzione e la mentalità del consumatore medio sono essenzialmente diversi.

Negli USA i buoni sconto si trovano nelle riviste, nei volantini promozionali dei supermercati e anche tra gli scaffali dei punti vendita, in prossimità del prodotto reclamizzato. Inoltre gli “stores” fanno quotidianamente promozioni particolari, offerte e sconti.

Succede anche in Italia?


Sì, ma con un grosso limite: offerte e promozioni NON sono cumulabili.

In Italia, se si trova un buono per avere lo sconto di un euro su una confezione di shampoo, e il supermercato su quello stesso shampoo applica la promozione “tre prodotti al prezzo di due”, non è possibile arrivare alla cassa, prendere il terzo shampoo gratis e usare due buoni sconto sui due prodotti da pagare.

Negli USA si può, e questa è “ LA “ differenza.

Quali sono i meccanismi psicologici che si mettono in moto?


Potendo cumulare gli sconti, uno shopper accorto può portarsi a casa trenta barattoli di senape per due dollari, venti confezioni di salsicce per pochi centesimi, e via dicendo. A conti fatti, ci si può accaparrare merce del valore complessivo di centinaia di dollari con sconti dall’80 al 95%.

Di fronte a questa prospettiva, molti americani si organizzano. Alcuni diventano veri e propri professionisti dello sconto. Imparano a raccogliere, selezionare, catalogare, organizzare.

Archiviano scrupolosamente i buoni in appositi archivi, per poterli recuperare agevolmente all’occorrenza, non senza aver prima opportunamente classificato e scadenziato le promozioni; così, nessuna offerta va sprecata.

Trasformano una o più stanze (o garages) in piccoli empori personali pieni di scaffali su cui vengono posizionati, in ordine di categoria merceologica e data di scadenza, i prodotti accumulati con le offerte.

Perché è questo il segreto: comprare tutto ciò su cui c’è un forte sconto, possibilmente in grandi quantità. Oggi possono essere eccessive trenta confezioni di cereali, ma se la famiglia è numerosa e la data di scadenza lo consente, la colazione low cost per tutti è assicurata per mesi. E lo stesso vale per il detersivo, le caramelle, il bagno schiuma…fino a dove arriva la capacità di stoccaggio e conservazione della casa. E se a qualcuno ottocento rotoli di carta igienica stipati in ogni angolo della casa sembrano una aberrazione, per molti altri vale il motto “prima o poi servirà”.

Quali sono i limiti?


Questo risparmio da Guinnes dei Primati è alla portata di tutti? Non proprio: gestire la raccolta e l’utilizzo dei buoni costa. Non in termini di denaro, ma di tempo.

La maggior parte degli americani lavora molto e non ha tempo per cercare e utilizzare i buoni sconto; il consumatore medio (come in Italia, del resto) riesce a malapena ad andare al superstore più vicino ed infilare nel carrello quel che serve nel minor tempo possibile.

Praticare il couponing è una disciplina per certi versi simile all’arte: richiede dedizione, passione, tempo.

Ovviamente non tutti puntano a diventare dei Master in questa disciplina. A volte basta imparare a gestire un po’ meglio le offerte per ottimizzare il budget familiare.

Ma chi punta ad arrivare a livelli di eccellenza si ingegna per affinare la tecnica. O si affida ai consigli di qualche esperto del settore per continuare a migliorare, risparmiare, accumulare. Magari con la soddisfazione di finire in TV per aver battuto qualche record di risparmio.

Attecchirà anche da noi questo nuovo stile di vita?


A giudicare dall’ aumento esponenziale delle famiglie che non arrivano alla fine del mese, il potenziale c’è tutto!
I tempi sono maturi: la piccola e grande distribuzione dovrà adattarsi alle esigenze di un mercato sempre più povero.

Dato che sull’arte di arrangiarsi, gli Italiani non sono secondi a nessuno, possiamo azzardare una previsione: la gestione degli sconti sarà la nuova frontiera del risparmio. E sarà un incredibile volano per lo sviluppo di nuove professionalità ed opportunità di business e marketing.

Per chi volesse documentarsi sull’ Extreme Couponing:

http://www.wikihow.com/Extreme-Coupon

http://www.moneycrashers.com/coupons-from-casual-to-extreme/

Extreme couponing tips - selecting coupons



 

(Foto copertina:http://www.realtimetv.it)