Ferran Adrià: l'innovazione in cucina


Ferran Adrià è un innovatore nel campo culinario. Nessun altro termine è altrettanto appropriato per un personaggio eclettico che ha trasformato l’approccio al cibo di moltissime persone.

La sua non è solo cucina: è cultura, sperimentazione, arte nel senso più rivoluzionario del termine.

Qualche cenno biografico. Ferran Adrià ha iniziato nel 1980 come lava piatti all'Hotel Playafels nella città di Castelldefels, dove lo chef gli ha insegnato le ricette di numerosi piatti catalani.

All'età di 19 anni ha prestato servizio militare con la mansione di cuoco.

Nel 1984, a 22 anni, Adrià ha iniziato a lavorare nello sconosciuto El Bulli, di cui diciotto mesi dopo è diventato lo chef e l' ha fatto entrare in pochi anni nella rosa dei ristoranti più famosi al mondo.



El Bulli è aperto solo alcuni mesi all’anno, durante la chiusura Adria crea e sperimenta nel suo laboratorio, per offrire alla clientela prodotti unici e per "creare un inaspettato contrasto di sapori, temperature e colori. Niente è quel che sembra.

L'idea è di provocare, sorprendere e deliziare”

Adrià è considerato uno dei maggiori esponenti della gastronomia molecolare insieme allo chef inglese Heston Blumenthal.

«Il cliente ideale non viene a El Bulli per mangiare, ma per provare un'esperienza».

El Bulli (50 coperti nella baia incantata di Roses, a nord di Barcellona) ha 3 stelle Michelin ed è stato il primo nella classifica dei Best Restaurant per tre anni consecutivi, dal 2006 al 2010.

E proprio nel 2010 Adria ha annunciato che il ristorante avrebbe chiuso nel 2011, cosa che è realmente accaduta, con l’ultimo servizio effettuato il 30 luglio.

Perché chiudere un ristorante di successo?


E’ una domanda che si sono fatti in tanti, e che ha molto a che fare con il coraggio di Adria e il suo amore per la cucina. La creatività è alla base delle sue ricette spettacolari e anche ironiche, e lo chef si è reso conto di non avere più la stessa capacità di innovare completamente il menu di anno in anno, elemento invece molto richiesto dai clienti del ristorante.

Per evitare di disperdere- o perdere- le proprie energie creative, ha deciso di chiudere un’attività decisamente remunerativa e frequentata dai personaggi più in vista del jet set mondiale, e con una schiera nutrita di fan adoranti.

"Basta fornelli, dal 2014 sorgerà la patria della gastronomia del mondo”

El Bulli riaprirà nel 2014 sotto forma di fondazione, con lo scopo di compiere ricerche avanzate in campo culinario, e portare innovazione alla cucina internazionale.

Una carrellata delle affermazioni di alcuni giornali e agenzie di stampa di fronte alla notizia:

“Adrià ha deciso di uccidere la sua creatura per far sorgere dalle sue ceneri un gymnasiumgastronomicum, che ospiterà una “Think Tank” sulla creatività a 360′. [L'Espresso Food&Wine]

"El Bulli diventerà un film di Hollywood, non lo sapevate?" [Telegraph]

"La ciclopica recensione dell’ultima cena di un blogger americano con le imperdibili annotazioni per ognuno dei 44 piatti del menu degustazione." [UlteriorEpicure]

"Chef Adria chiude 'ristorante migliore del mondo' " (Ansa)

"Ferran Adrià vuole ritrovare l'ispirazione Il ristorante molecolare chiude per 2 anni" (Informazione.it)

"The Night elBulli Danced: The World's Most Influential Restaurant Shuts Down" (Time World)

Il gymnasiumgastronomicum ospiterà al suo interno architetti, designer , scrittori, sociologi, poeti e collezionisti d'arte, tutti pronti a interrogarsi sul cibo, come forma d’arte, cultura, progresso.

Si tratterà di una "Think Tank" senza precedenti sulla creatività vista a 360', che avrà delle collaborazioni con le istituzioni e l’università ,la possibilità di creare borse di studio e il progetto di dar vita a una accurata enciclopedia della nuova gastronomía.

Inoltre la fondazione servirá per “dare consulenze, questioni tecniche, creare collegamenti tra chef" (Adria, n.d.r.).