Via all’Agenzia per l’Italia Digitale: l’innovazione della PA per la crescita 


È entrato in vigore il 26 giugno scorso il Decreto Legge n.83 “Misure urgenti per la crescita del Paese” e tra i provvedimenti presi figura l’istituzione della tanto annunciata Agenzia per l’Italia Digitale, snodo dell’Agenda Digitale. Per far sì che tutto questo diventi operativo, però, c’è bisogno di conoscere gli strumenti a disposizione e cominciare a usarli.

In buona sostanza, l’Agenzia per l'Italia Digitale andrà a razionalizzare la precedente DigitPA, che si occupava della diffusione delle tecnologie e dell’innovazione in seno al Ministero dell’Innovazione e al Dipartimento per la digitalizzazione della PA della Presidenza del Consiglio.

Competenze dell'Agenzia per l'Italia Digitale


Ma cosa dice il DL n.83 riguardo le competenze della neonata Agenzia?

All’articolo 20, comma 3 troviamo, in particolare, che l’Agenzia per l'Italia Digitale:

> Contribuisce alla diffusione dell'utilizzo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione, allo scopo di favorire l'innovazione e la crescita economica, anche mediante l'accelerazione della diffusione delle Reti di nuova generazione (NGN); […]

> Assicura l'uniformità tecnica dei sistemi informativi  pubblici destinati ad erogare servizi ai cittadini ed alle imprese, garantendo livelli omogenei di qualità e fruibilità sul territorio  nazionale, nonché la piena integrazione a livello europeo; […]

> Promuove e diffonde le iniziative di alfabetizzazione informatica rivolte ai cittadini, nonché di formazione e addestramento professionale destinate ai pubblici dipendenti, anche mediante intese con la Scuola   Superiore della pubblica amministrazione e il Formez e il  ricorso a tecnologie didattiche innovative.

Obiettivi dell'Agenzia per l'Italia Digitale


Quindi, l’Agenzia, oltre ad assicurare “il coordinamento informatico dell’amministrazione statale, regionale e locale”, avrà il compito di traghettare una delle macchine burocratiche più complesse e intricate mai esistite – la PA italiana – verso un futuro digitale che avvicini la PA non solo ai cittadini ma anche – anzi, soprattutto – alle imprese.
Perché il tempo è denaro e risparmiare tempo sulla burocrazia può significare milioni e milioni in termini di PIL.

Tuttavia, non mancano gli scettici – tra cui l’ex-Ministro Renato Brunetta, il quale denuncia la struttura del processo decisionale dell’Agenzia. Essa, infatti, dipende da ben quattro ministri: Economia e Finanze, Pubblica Amministrazione e Semplificazione, Sviluppo Economico e Istruzione, più il Presidente del Consiglio o suo delegato.
Insomma, potere decisionale mal distribuito che potrebbe danneggiare lo scopo stesso dell’Agenzia: essere funzionale e costare poco.

Ora, ad ogni modo, tocca a noi, popolo digitale d’Italia, mettere in pratica le proposte di sviluppo, affinché diventino esperienze da cui trarre indicazioni e feedback.