Imprenditorialità e innovazione


“ L’atto di introdurre nel mercato nuove invenzioni implementandole in un modo che crei valore per i clienti, produttori, o entrambi, traccia l’impostazione del legame tra imprenditorialità e innovazione ”.

È la definizione che dà il dottor Piero Formica nel suo White Paper “How to Innovate Effectively”, pubblicato nel Febbraio 2012 sotto l’egida dell’Innovation Value Institute (IVI), un’organizzazione multidisciplinare di ricerca fondata dall’Università di Irlanda Maynooth e da Intel co.

Ne risulta una trattazione agile e attenta alla praticità dei consigli; senza rinunciare a una fitta rete di rimandi, propri del settore o più generali, che stimolano ad approfondire i punti presentati dall’autore. Dal rapporto tra imprenditorialità e innovazione, ad esempi di successo di ridefinizione del mercato, fino all’introduzione di un vero e proprio cambio di paradigma: da “Robinson Crusoe” a “Lemuel Gulliver”.

La tesi


La tesi di Formica, infatti, è che quando si organizza una startup e, necessariamente, si cerca di imparare dai propri errori, due comportamenti distinti si delineano:

  • da un lato i Crusoe, decisi a sperimentare in un ambiente isolato e contrari a ogni interazione con il prossimo;

  • dall’altro i Gulliver, pronti a fare leva in modo efficace sul potenziale di apprendimento ottenuto attraverso conoscenze e punti di vista propri e degli altri.


In un mondo sempre più interconnesso, l’ammontare della complessità rende impossibile un’analisi deterministica delle caratteristiche della propria idea innovativa e imprenditoriale. Ben vengano dunque comportamenti alla Gulliver che sfruttino il proprio network per accelerare il processo di apprendimento.

E voi siete più Crusoe o più Gulliver?


Scopritelo leggendo il White Paper “How to Innovate Effectively”:

http://ivi.nuim.ie/docs/white-papers/IVIWhitePaper-HowtoInnovateEffectively.pdf

(Foto: economiaefinanza.blogosfere.it)