I media digitali presentano un processo di “ipermediazione”: le nuove tecnologie sono portatrici di uno stile visuale che privilegia la frammentazione e l’eterogeneità, in questo modo viene dato maggiore spazio alla performance e al processo piuttosto che all’oggetto nel suo insieme, nel suo significato compiuto. (William J. Mitchell).

Pensiamo all’interfaccia utente di tipo grafico ideata negli anni settanta da Douglas Englebart e Alan Kay alla Xerox PARC: le finestre che scorrono sul video sostituiscono l’interfaccia precedente a stringa di comando, la quale rimandava ad una logica testuale.

Questa evoluzione viene riproposta nel World Wide Web, nei programmi multimediali e anche nei videogiochi.

Quali sono le prerogative di questa estetica?


Prima fra tutte la trasparenza data dalla semplice fruizione dell’oggetto tecnologico: la dimensione esperienziale si impone rilegando l’interfaccia a funzione di sfondo, questo permette all’utente di andare dritto all’obiettivo.
Tale processo ha luogo grazie a differenti software che trasformano oggetti della nostra quotidianità, come il tavolo da disegno, ad esempio, in programmi.

La trasposizione degli oggetti nel quotidiano rende tutto intuitivo, famigliare, questa è la logica dell’interfaccia grafica user friendly, la quale detta una cesura dalla precedente, definita lineare e monoprospettica.

La tendenza descritta é rintracciabile in molti altri oggetti tecnologici e software: un esempio emblematico in questo è Prezi, ideato dall’architetto e visual artist Adam Somlai-Fischer.
Questo programma permette di sfidare la linearità e unidirezionalità delle presentazioni classiche, fatte di successioni di slide o diapositive.

Perché Prezi aderisce all’estetica dell’ipermediazione?




Questa nuova tipologia di presentazione ci appare trasparente e facilmente fruibile perché visivamente riporta ad un oggetto a noi famigliare, la mappa: questa infatti risulta essere la superficie dove posizionare i contenuti della presentazione.

Come funziona Prezi


La vera innovazione di questo software, però risulta essere lo Zooming User Interface (ZUI) che permette in modo innovativo di muoversi all’interno della presentazione: ad ogni click infatti è possibile navigare seguendo una direzione orizzontale, verticale o trasversale. In questo modo si da origine alla profondità dello spazio e i movimenti spezzano la linearità della visione.

PreziGli spostamenti nelle varie direzioni e ancora di più gli zoom, danno vita ad uno storytelling personalizzabile: le parti della mappa costituiscono la semantica del discorso; la sintassi è data dalla successione di movimenti e dai diversi livelli della presentazione, infatti, come attraverso gli spostamenti di una cinepresa, possiamo passare da una visione generale dell’argomento che visivamente si traduce in una parte di mappa estesa, fino ad arrivare a focalizzarci su una sezione piccola della stessa, contenente un concetto del discorso circoscritto e specifico.

Il movimento è vorticoso e Il visual desing, con Prezi, offre una grafica enfatizzata: come su una tela virtuale disegna successioni di concetti che costituiscono il discorso; il movimento permette di sottolineare e creare un percorso comunicativo all’interno della presentazione, al quale l’utente non può sottrarsi.

L’utilizzo di immagini e movimento demarcano, nella presentazione, due rilevanti prerogative che il discorso deve avere: la sintesi e la differente rilevanza degli argomenti trattati, sia che questi siano concepiti in formato testo, immagini o prodotti multimediali.


Un bell'esempio di presentazione realizzata con Prezi 




 

(Foto:carlomariani.wordpress.com)