Ricordate la leggenda di Icaro? Il ragazzo che desiderava volare e costruì delle grosse ali per poterlo fare; nonostante il padre lo avesse avvertito di non volare troppo in alto, una volta in volo non riuscì a resistere e si avvicinò così tanto al sole da morire: il calore fuse la cera, facendolo precipitare in mare.

Il padre fece erigere in Sicilia un tempio dedicato ad Apollo, in memoria del figlio Icaro, che aveva voluto sfidare la propria natura umana per volare come un gabbiano.

Da molto tempo ormai l’uomo solca il cielo con aerei potenti e quasi infallibili, ma appare ancora oggi suggestivo il prototipo industriale di KiteGen.

Di cosa si tratta?


Della realizzazione pratica di una semplice idea: ricavare energia sfruttando il vento tramite enormi aquiloni che volteggiano ad alta quota.

Kitegen

Dopo innumerevoli prove effettuate nelle campagne di Asti, si è giunti finalmente a un modello in grado di entrare effettivamente in azione per produrre energia elettrica a basso consumo, immettendo in rete3 MW di potenza per più ore possibili, fino a 8.000 ore all'anno ( cioè il 90% dei giorni, 24 ore su 24! )

Come funziona?


L’ala di un aquilone oppure di un parapendio viene alzata nel cielo e fissata al terreno con dei cavi fino a raggiungere un'estensione di almeno 800 metri in altezza .

Man mano che l'ala si allontana dal terreno, lo srotolamento dei cavi fa ruotare i cilindri sui quali cui sono arrotolati e che fungono da dinamo per la produzione di elettricità.

Arrivata alla sua massima estensione, l’ala viene messa "a bandiera" e spinta verso il basso, fino a circa 300 metri. Poi si rigonfia la vela e la si fa sollevare nuovamente, e riparte un nuovo ciclo di ricarica. Tutto ciò viene ripetuto per ore, giorni, mesi, senza che la vela debba mai scendere a terra.

La semplice ma geniale intuizione alla base di questa idea sta nel fatto che nelle correnti d’aria ad alta quota c'è più vento che a terra o a cento metri di altezza, luogo in cui sono situati i generatori eolici tradizionali.

Il KiteGen può essere posto dappertutto, producendo più energia e per un tempo molto più lungo di una struttura per la produzione eolica tradizionale.

Grazie alla collaborazione con il Politecnico di Torino si è riusciti a mettere a punto un sistema di controllo ottimale, necessario per poter sfruttare il vento proveniente da qualunque direzione. Per fare ciò è statocreato un cervello automatico per poter risolvere ogni problema affrontandolo in tempi brevissimi.

I limiti?


I costi elevati e la mancanza di finanziamenti. Si parla di un milione di euro per Megawatt di potenza installata. E’ possibile realizzare stazioni singole, ma anche wind-farm, interessante esperimento in cui più fattorie eoliche munite di un generatore ciascuna possono sfruttare al meglio una parte di cielo, grazie a vele poste ad altezze a angolazioni diverse. Un grosso vincolo tecnico è costituito dall’impossibilità di far sorvolare aerei nella porzione di cielo occupata dai Kitegen.

E’ una rivoluzionaria e importante forma di energia rinnovabile, ma per ora non sono abbastanza gli investitori che credono in questo progetto.. un peccato, questa volta Kitegen , novello Icaro, potrebbe volare davvero e risolvere non pochi problemi sfruttando solo la forza del vento.

 

(Foto:http://alinvisibili.blogspot.i)