Mashape è una start up innovativa nel campo dell’informatica.


I fondatori di Mashape hanno riscontrato molte difficoltà nella ricerca di finanziamenti, al punto che Augusto Marietti, Marco Pallasino e Mike Zonza, hanno dovuto fare la valigia ed emigrare negli States perché qualcuno ascoltasse la loro voce.

I tre milanesi, giudicati giovanissimi e dunque inesperti (come se questo fosse un assioma) dagli informatici italiani, hanno ottenuto nel 2010, dopo solo 19 giorni di ricerca a San Francisco, un finanziamento da un milione e mezzo di dollari da due figure importantissime per il mondo del la tecnologia: Jeff Bezos, fondatore di Amazon, ed Eric Schmidt,ex amministratore delegato di Google.

Mashape, progetto ideato in un garage, è oggi una piattaforma di sviluppo con cui i webmaster possono costruire applicazioni in maniera agile e veloce; un aggregatore di applicazioni che offre tutte le API necessarie agli sviluppatori per mettere a punto il proprio servizio in maniera ottimale.



Mashape from mashape on Vimeo.

Di cosa si tratta?


In sostanza Mashape è un API Marketplace, nel quale gli sviluppatori possono vendere componenti software, acquisire traction, che poi  altri devs possono facilmente adoperare.

I componenti possono essere atomici, convertire un file video in altri formati, oppure wrapper di servizi già esistenti, ad esempio un componente Flickr.

Su ogni componente viene creata l’infrastruttura API, e poiché l’interfaccia di accesso è la stessa per ogni componente nel marketplace, si facilita il consumo da parte degli utenti, anziché dover decifrare formati di risposta diversi come succede di solito.

Grazie a Mashape ogni sviluppatore può creare ciò che vuole nello spazio di un’ora e ha poi la possibilità di venderlo gratuitamente o dietro pagamento, sul marketplace.

Ad oggi Mashape è l’unico luogo in cui sia possibile farlo.

Perché siamo di fronte a una start up innovativa e con del potenziale per il futuro?


Qualche dato: su una media di 300 milioni di americani solo 500.000 ha vere e proprie conoscenze informatiche e di programmazione; nel mondo, meno del 1% della popolazione mondiale è in grado di creare delle applicazioni per il web.

Lo scopo dei fondatori di Mashape è dare la possibilità a chiunque, anche alla propria nonna, di creare delle apps in maniera facile e veloce, dando voce alla creatività di ognuno.

Nel futuro la maggior parte delle applicazioni non sarà composta con righe di codice, ma con una serie di componenti già fatti di diversa forma che chiunque sarà in grado di mixare per creare la propria app.

Una delle più apprezzate è quella creata per i mondiali di calcio. Un mix tra twitter e gmaps : geolocalizza i tweets delle persone che stanno discutendo di due squadre avversarie. Il risultato? 1000 utenti dal primo giorno della nascita della app.

Dunque il panorama che si spalanca di fronte ai creatori di Mashape è in forte crescita, se si considera la velocità con cui procede la tecnologia e il numero di persone coinvolte giorno dopo giorno: semplificando i processi si rende accessibile a chiunque l’universo delle applicazioni per il web.

Emblematico il motto di Mashape:

“Life isn’t about finding yourself, life is about creating yourself”