Come emergere in situazioni di mercato complesse?


Nintendo è un’azienda nata come produttrice di carte da gioco. Noi la conosciamo come una delle più forti case produttrici di videogame. La sua non è sempre stata una storia di successo: nei suoi 120 anni di vita, in ben due occasioni l’azienda giapponese si è trovata a fronteggiare situazioni di mercato complesse che avrebbero potuto addirittura comprometterne l’esistenza.



Due momenti di crisi


La prima è stata negli anni ‘60, quando si è accorta che la commercializzazione delle carte da gioco non era più redditizia e che a lungo andare non avrebbe potuto permettere un adeguato sviluppo all’azienda. La seconda è stata alla fine degli anni ‘90, quando ha capito che continuare a competere nel mercato dei videogame era diventato troppo oneroso.



La sfida dell'innovazione


Come ha vinto Nintendo la sua sfida? Ha intuito l’opportunità di innovare reinventando l’utilizzo dei videogame e rivolgendosi a nuovi clienti. Fino a quel momento il mercato si era rivolto solamente a bambini, teenager e appassionati. L’azienda ha creato la Wii, una nuova console che rappresenta un modo rivoluzionario di concepire il gioco: la possibilità di vivere un’esperienza complessiva, fisica e relazionale, apre le porte a una clientela sempre più vasta, intercettata anche grazie ad un’offerta iper-segmentata dei prodotti.


Nintendo si è avventurata nell’innovazione del proprio target e ha vinto la sua battaglia. Ma i competitor non sono rimasti a guardare. Cosa farà per fronteggiare il loro attacco? Come sarà il mercato dei videogame tra 5 anni?



Le ragioni del successo


Questo esempio di innovazione mostra come l’impegno aziendale non sia rivolto solo ed esclusivamente verso un’innovazione di processo o di prodotto, ma è rivolto verso un’innovazione integrata che attraverso l’innovazione di processo porta verso un prodotto innovativo col potenziale appeal di attirare un nuovo target di clientela.


In particolare, il management è stato in grado di cogliere le mutate esigenze dei consumatori: non ricercano più solo oggetti, ma sono strettamente interessati ai simboli che questi oggetti trasmettono. In questo modo l’atto dell’acquisto non è più solo e semplice consumo ma riveste un aspetto sociale che coinvolge l’identità del consumatore.


 (Foto copertina: www.wiitalia.it)