Agua&Food: moda e cibo,due mondi apparentemente diversi, ma che possono incontrarsi per creare qualcosa di nuovo.


Questo articolo a doppia firma nasce dalla volontà di offrirvi qualcosa di nuovo, generato dall’incontro delle due Federica del blog: Federica Billone, fashion addicted ed appassionata di apps, e Federica Tortora, tech addicted ed appassionata di strategie e comunicazione.

La connessione “ardita” tra moda e cibo ha trovato una sua originale declinazione nel concept store che ha aperto a Milano l’8 dicembre, che porta il nome Agua&Food e che nasce dall’idea di Oriano Passera.

Abbiamo letto di questa idea su ItaliaOggi e ci siamo incuriosite: con la crisi del commercio tradizionale, si stanno sempre più sperimentando nuove forme di comunicazione e di coinvolgimento dei clienti, che passano anche per l’accostamento di categorie di prodotti completamente diversi.

Agua&Food

Fino ad ora abbiamo sempre sentito parlare di CO-BRANDING: si tratta di prodotti e servizi che vengono presentati con un doppio marchio (brand), sfruttando l’attrattività del singolo brand verso tipologie diverse di clientela.

L’obiettivo del co-branding è quello di “mettere un piede in un nuovo settore, farsi notare da un pubblico più esteso o diverso da quello usuale, proporre prodotti con un nuovo posizionamento”. Lo hanno fatto, con discreto successo, molte maison di moda, che personalizzano da anni auto, come Fiat 500 by Gucci, Citroen C3 con Dolce & Gabbana, oppure i produttori di cellulari, come Samsung Armani e Nokia Aston Martin.

Anche nel mondo tech ci sono state diverse sperimentazioni: Apple e Nike hanno proposto Sports Kit, un sistema wireless che consente alle scarpe di comunicare con un IPod; oppure nel campo del design, con Cappellini che ha creato sgabelli e poltrone ispirati al mondo Disney.

Il co-branding ha molti “pro” ed alcuni “contro”: tra i “pro” di allearsi c’è sicuramente la possibilità di sfruttare il valore di un altro marchio, con costi di introduzione del prodotto minori, se i due marchi sono entrambi noti ai consumatori.

Il co-branding dà inoltre “la possibilità di avere nuovi punti di accesso, presentandosi in mercati ed a target nuovi”. Un elemento ritenuto importante per le scelte di co-branding è quello di allearsi con aziende che siano “vicine”, per valori ed immagine trasmessa. Altrimenti il rischio è quello di perdere il controllo dell’evoluzione del prodotto cobranded, oppure il rischio di “diluizione del brand”.

Cosa vuol dire?


Agua&foodSecondo gli esperti, “le estensioni del marchio sono riconosciute dal consumatore se portano valore aggiunto rispetto ai singoli marchi”. Ovvero, per dirla in parole semplici, se l’alleanza dei marchi porta maggior valore rispetto alla semplice somma degli stessi.

Vi abbiamo parlato del co-branding perché pensiamo che l’idea di Agua&Food superi anche questo concetto: moda e cibo sono due mondi lontani, molto diversi, e non si rischia diluizione del marchio perché l’accostamento insolito ed ardito di “salami e scarpe, jeans e vino, pashmine e cioccolato” può creare una esperienza di acquisto completamente nuova.

“Perché per vendere ormai non bastano più le solite strategie, servono idee d’impatto e fuori dagli schemi”, afferma Oriano Passera.

Qual è il target principale del negozio?


In primo luogo gli uomini, perché lo spazio viene concepito come nuova esperienza di shopping, nella quale coniugare l’acquisto di capi d’abbigliamento d’alta gamma e cibi particolari: salumi, vini, cioccolato, miele d’acacia.

Le novità principali del progetto, del concept store, sono :

1) La scelta di non avere marchi e brand famosi: andare “oltre il marchio”, ovvero proporre marchi sconosciuti, emergenti, non convenzionali, ma caratterizzati da un altro libello di artigianalità;

2) Il valore assegnato ai prodotti alimentari regionali: la scelta è ricaduta su prodotti di alta gamma, tutti provenienti dalla provincia piacentina. Nell’era della globalizzazione, un imprenditore che promuova i prodotti della propria terra, della propria provincia è sicuramente non-convenzionale!

3) L’attenzione al design: abbiamo detto che si tratta di un conceptstore, con un arredamento molto particolare (creato dall’architetto Carlo Scagnelli), che include anche un piccolo spazio espositivo con fotografie di artisti famosi, ed un proiettore che trasmette film in bianco e nero. Ciò che colpisce maggiormente è il “contrasto tra stili diversi: colori, aromi, profumi volutamente stridenti”.

Il negozio Agua&Food è stato notato anche da una azienda francese, La Cornue, che produce cucine luxury, fondata nel 1908 da Albert Dupuy,un erborista e profumiere di Parigi. Ad oggi produce tre tipologie di forno: Château, CornuFé e Cornuchef.

Agua&Food

La peculiarità di questa azienda sta nella creazione di forni con una tipologia innovativa di gas naturale, che utilizzando il ricircolo di aria calda all'interno del forno ne accresce notevolmente l’efficienza.

Dopo aver prodotto “cuisinier” di nicchia e grandissima qualità per molti anni, negli ultimi mesi ha lanciato sul mercato la 1908, un nuovo modello dedicato agli hobby cook, quei giovani neofiti amanti della cucina e dell’universo culinario che desiderano sperimentare con mezzi degni di grandi chef.

La 1908 si propone con dimensioni contenute, senza però rinunciare alle altissime prestazioni da sempre offerte dallo storico brand francese. In soli 90 cm racchiude gli elementi che rendono ineguagliabile un forno La Cornue: un piano cottura potente a cinque fuochi, professionale, e il forno a volta “haute couture”, ambiente di cottura ottimale grazie al ricircolo naturale dell’aria calda che crea un microclima perfetto per la cottura di ogni alimento.

Per presentare questo bijoux quale luogo migliore di un locale di tendenza come Agua &Food , che sposa l’incontro tra eno-gastronomia e moda maschile? E’ stato proprio questo il teatro per il lancio della 1908, già in vendita presso Il Piccolo - Architettura degli Interni, via Delio Tessa 1, Milano.

 

 

(Foto: http://www.university2night.it)

(Foto:http://designandstyle.blogosfere.it)