Il 30 e 31 Marzo si è svolta a Napoli l’edizione 2012 del WebUpDate, appuntamento annuale per gli amanti del marketing e della comunicazione. Tema di quest’anno è stato il marketing esperienziale, declinato in tutte le sue forme: se la giornata del 30 si è focalizzata sul marketing offline, con particolare riferimento al mondo del retail e delle vendite nei nuovi negozi esperienziali (conceptstore, flagshipstore), il 31 è stata la giornata del marketing online.

OFF ha partecipato a questa seconda giornata.

Location dell’evento è stata Città della Scienza a Napoli, nella bellissima Sala Newton, opportunamente attrezzata con tre maxischermi e wi-fi gratuito. La possibilità di accedere al wi-fi gratuito per fortuna sta diventando sempre più diffusa, e consente al pubblico di interagire molto.

Nei due maxischermi laterali, inoltre, era posizionato il wall di Twitter con il riferimento all’hashtag della giornata #wud2012, e così durante la giornata il pubblico ed i relatori potevano vedere in tempo reale il sentiment della platea presente e di quella collegata online ed in live streaming. Con questi nuovi mezzi è davvero possibile seguire una conferenza anche dall’altra parte del mondo.

Anche in questo caso sono arrivata prestissimo, ma “giocavo in casa” (essendo napoletana) e sapevo che il sabato mattina c’è poco traffico. Il lungomare di Bagnoli era bellissimo. Registrazione, accreditamento, password per wi-fi e la gradita sorpresa dei due schermi per il live twitting.

Alle 10 si comincia con GianCarlo Panico, vicepresidente Ferpi, introdotto dal padrone di casa Alessandro Mazzù, che ha tenuto molto bene la giornata ed i tempi. Panico parla del “valore economico delle relazioni” e del significato del “like”, che di fatto esprime un consenso ad un contenuto, ma è molto di più. Con il like aderiamo ad una iniziativa, sosteniamo un progetto, rispondiamo ad una “call to action” (letteralmente chiamata all’azione).

Insomma,il like ha aperto nuove frontiere, facendo comprendere anche alle aziende il valore delle emozioni nelle relazioni tra cliente ed azienda stessa. Il ventaglio delle emozioni è tuttavia più ampio del like, e molti di noi vorrebbero più tasti, che rappresentassero i vari sentimenti.

Quando ho ascoltato questo passaggio ho pensato al futuro sviluppo del like da parte di Facebook, che nella sezione developers già ha anticipato la nascita di nuovi bottoni; ho pensato però anche al progetto di Nicola Farronato di MySmark, che ha davvero saputo interpretare questo desiderio degli utenti di interagire con i contenuti-e quindi con le aziende- in maniera più ampia. Se volete approfondire il progetto di Nicola, vi rimando alla intervista che ci ha rilasciato poco tempo fa, e pubblicata sul blog.

Perché clicchiamo sul like?


Escludendo i cosiddetti “like compulsivi”, cioè quelle persone che mettono like quasi su tutto, senza neanche leggere il contenuto, Panico risponde che clicchiamo il like perché come utenti abbiamo la percezione della disponibilità a dialogare con le aziende.



Ci mostra un pezzo dello spot di una nota catena di supermercati, nel quale il claim è “vi veniamo incontro”. Ecco, questo incontro non avviene solo nel negozio fisico, ma deve avvenire anche nel mondo online.

Dall’incontro si genera valore, e la capacità di generare valore deriva strettamente dalla “capacità di sviluppare, coltivare e governare relazioni positive e durature nel tempo”. Anche la nuova definizione di relazioni pubbliche si lega al concetto di “mutually beneficial”, ovvero di relazione reciprocamente vantaggiosa (utente/azienda). Questo concetto risulta molto accentuato dalla network society, e grazie ai social media e social network.

Panico parla poi di un argomento a mio avviso molto interessante: l’ ”overload di informazioni”. Secondo una ricerca dell’Università di San Diego, ogni abitante USA consuma AL GIORNO ben 34 GB di informazioni. Per smaltirle tutte, occorrerebbero 11,6 ore al giorno. Ecco cos’è l’overload delle informazioni.

A questa mole enorme di dati si deve aggiungere il fenomeno della disintermediazione delle informazioni: le notizie non arrivano soltanto dalle classiche fonti ufficiali, ma anche da nuove community.

Cosa c’entrano le aziende in tutto questo?


Il fenomeno della disintermediazione riguarda moltissimo le aziende, secondo Panico, che riporta il pensiero di Richard Edelman, CEO della omonima società: nella indagine Trust Barometer (approfondimenti al sito http://trust.edelman.com/) Edelman afferma che la nascita di nuove community sposta l’attenzione degli utenti su altre fonti di informazione rispetto al tradizionale sito web dell’azienda. Le aziende stesse, da creatori di prodotti o servizi, diventano anche produttori di notizie, “media factory”, che operano al di fuori dei canali tradizionali.

Si sta passando dal concetto di ALWAYS ON (sempre connessi, che ormai è un dato di fatto) al concetto di ALWAYS IN , cioè sempre in relazione. Le relazioni sono diverse rispetto alle semplici connessioni, poiché le prime implicano un vero e proprio dialogo e rapporto a due vie, mentre le seconde sono semplici interazioni passive. La differenza può sembrare sottile ma non lo è: anche Facebook se ne è accorto, poiché ha recentemente introdotto i “conoscenti”, ovvero liste di persone con le quali si è in connessione, ma con le quali non si vuole condividere tutto ciò che si condivide con gli amici. I conoscenti possono essere esclusi da alcuni o da tutti i nostri post, dalle foto, per esempio, che sono più personali, etc.

Tutto questo serve a sottolineare l’importanza e la centralità della CONVERSAZIONE: Panico afferma che alla tradizionale opinione pubblica è subentrata la web opinion, e che la costruzione di valore per una azienda ha molto a che fare con la narrazione (ovvero lostorytelling). Fare narrazione per una azienda non vuol dire solo dichiararlo, ma dare un senso ed un contenuto concreto ed interessante alla narrazione stessa.

Nei prossimi post parleremo dei workshop che si sono tenuti al WebUpDate, ed in particolare di Google Marketing, di comunicazione digitale con Viadeo, di geolocalizzazione con Foursquare, dei Brand Ambassador, di Gamification e di molto altro.

Stay tuned!