Arricchisci il tuo brand di una carica emotiva


Alcuni suggerimenti per rendere il tuo brand espressivo ed emozionante


La realtà dei fatti è che sono loro, le emozioni, ad echeggiare nell’eternità, a far sì che il ricordo si sedimenti in noi in modo indelebile.


Migliaia di brand per poche decine di categorie merceologiche. Perché alcuni diventano compagni della nostra quotidianità ed altri no? Semplice: alcuni hanno emozionato i potenziali acquirenti con strategie di marketing ad hoc, poi hanno smesso pensando di essere arrivati per sempre nel cuore dei consumatori: come distruggersi con le proprie mani; altri non sono riusciti a comunicare nulla; i più virtuosi e attenti hanno seguito la regola d’oro del non smettere mai di coltivare le emozioni dei consumatori. Siamo rimasti alle sole strategie di marketing? No. Sono gli anni dell’evoluzione, del marketing 2.0. La globalizzazione ha eliminato ogni barriera, portando con sé un ventaglio di opportunità da ogni parte del mondo, ognuna in concorrenza (quasi) perfetta con le altre, costringendo il totale riposizionamento del brand; dal mettere in mostra le proprie qualità alla ricerca di un imprinting tale che un marchio diventi IL marchio.


Focalizzarsi sulla differenziazione è il primo passo verso il successo, comprendere che cos’ha il nostro marchio in più degli altri è un processo che non può prescindere da nulla, scoprirne le potenzialità e metterle in luce senza che ciò diventi sterile elenco di caratteristiche deve diventare un mantra; da “ecco cosa sono” a “ecco cosa suscito”. La passione per ciò che offro, per ciò che produco o per i servizi che presto deve essere trasmessa tramite il canale emozionale; l’intenzione è trasferire nell’acquirente la stessa espressione di un bimbo quando scarta il suo primo regalo di Natale. Uaoh! Semplice no? Non proprio.


Ma le armi che possiamo sfoderare per capire come raggiungere questo risultato sono molte. Da gruppi di brand equity self made alle sponsorizzazioni su blog e social network, che forniscono un compendio eccezionale di feedback e il totale coinvolgimento della nostra futura platea, che si sente parte attiva del nostro progetto di visibilità. Dalla semplice domanda sul “perché sceglieresti noi” si traggono spunti commerciali essenziali per il riposizionamento commerciale, il transfer di sensazioni e i punti di interesse da considerare.


Sono armi essenziali e a doppio taglio, quindi una volta entrati nel mondo delle social-emozioni tornare indietro è impossibile. E controproducente.


La creazione di contenuti sempre nuovi è un obbligo, così come gli aggiornamenti – soltanto voi pubblicate con foto e commenti il vostro modus operandi? Dovrete farlo SEMPRE – e l’interazione con il vostro pubblico! Interagire significa essere aperti ad un canale di comunicazione biunivoco; mai lasciare gli interlocutori in sospeso, anche fosse una critica utilizzatela a vostro favore!


Nelle vostre pubblicazioni assumete il tono di una storia per bambini, narrate con passione quello che fate, date un senso particolare al vostro prodotto, al vostro servizio, siate un po’ folli, pretenziosi ma non arroganti; organizzatevi in modo che ogni giorno almeno una persona in più venga raggiunta dal vostro brand, non disdegnate alcun canale, fatelo vostro! Siete sicuri di sapere che una web radio nazionale venga ascoltata mediamente ogni giorno da milioni di persone? O che i canali di youtube ne raggiungano altrettanti? E che ogni giorno nascono nuovi social network sfruttabili gratuitamente? E che...e che…


Certo, avere fra le mani un brand già di per sé forte è un gran vantaggio, ma costituisce anche un obbligo nei confronti della propria platea; il mantenimento del marchio è ciò che s’aspetta ed ogni occasione è buona – ad esempio la nascita di un nuovo competitor – per far si che il pubblico si domandi “cosa farà il MIO brand per dimostrare che ancora è il top nel settore?” “cos’avranno pensato questa volta per farmi nuovamente emozionare” . Sembra semplice: sentirsi arrivati e dimenticarsi di ciò che si è fatto. Nulla di più sbagliato, “it’s a long way, to the top!” Nella dimensione del marketing 2.0 l’arrivo, il successo, è solo l’ennesimo punto di partenza.


(Foto copertina: Rupert Ganzer)