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E’ in quest’ottica che si inserisce la manifestazione Omovies – Festival di Cinema Omosessuale e Questioning. E’ un’iniziativa nata a Napoli, nelle Università, e che si è tenuta all’Academy Astra di Mezzocannone nel mese di Dicembre. Madrina di quest’anno è stata Vladimir Luxuria, che ha inaugurato la quarta edizione di un evento che nelle scorse tre manifestazioni ha avuto un grande successo.

Fuori dagli schemi e lungi dall’autoghettizzarsi, Omovies parte da un’identità sessuale legata al mondo gay (e lesbo, trans) per trattare temi disparati, in una kermesse cinematografica d’autore, raffinata e consapevole. Una serie di dibattiti, conferenze e confronti hanno arricchito l’evento, con temi difficili ma interessanti come l’omogenitorialità, i pregiudizi, il lesbismo al giorno d’oggi.

Di chi è la Startup?


Gli ideatori della rassegna sono i ragazzi di i Ken, un team di animatori culturali che non cadono nei soliti clichè legati al mondo gay, ma ne offrono un’immagine fresca, innovativa e anticonvenzionale. Non folklore ma riflessione, cultura, condivisione.

Non sono poche le difficoltà, ma è stata proprio questa la sfida di Omovies, con quattro giornate intense di proiezioni su sessualità e solidarietà. Temi legati al mondo gay, lesbo, trans,queer, e cortometraggi a confronto per un concorso che si è incentrato su omosessualità e questioning.

Si tratta di un progetto nato per la periferia napoletana e per le aree marginali, zone in cui essere gay è ancora un tabù e fonte di discriminazione e la sfida maggiore è parlarne, avviare un vero e proprio percorso di formazione e informazione. Ogni proiezione, dibattito, spettacolo è gratuita.

P.C. Air

Questo evento si inscrive in un momento in cui sono salite alla ribalta le innovazioni attuate da una compagnia aerea thailandese, la PC Air. La decisione del presidente della compagnia è stata quella di reclutare 100 trans, in lingua thai chiamati “ katoei “, come hostess, dopo centinaia di richieste di assunzioni da parte di transessuali.

L’unica richiesta?


Sorriso e bella presenza, proprio come per le hostess donne.

Se un Paese come la Thailandia, non proprio campione di innovazione e modernità, può essere preso ad esempio per aver abbattuto i pregiudizi, ci auguriamo che anche l’Italia possa presto sconfiggerli.