Vuoi scoprire il comportamento dei clienti nel tuo negozio? Da oggi puoi farlo con Pathflow


Immaginate un sistema in grado di osservarvi dal momento in cui vi soffermate all’esterno della vetrina di un negozio, scrutare i vostri sguardi che si posano sui prodotti e seguirvi all’interno mentre vi spostate tra gli scaffali, analizzando ogni gesto utile a comprendere i vostri gusti e i vostri desideri.

Sembra uno scenario avveniristico, ma è ciò che si propone di fare molto concretamente Pathflow, startup innovativa fondata a Roma all’inizio di quest’anno da sette soci italiani (www.pathflow.co).

pathflowPathflow è tecnicamente uno strumento di business intelligence in grado di studiare come i clienti si muovono e interagiscono con i prodotti all’interno di un negozio, ricavandone dati utili all’attività di chi opera nel punto vendita, visual merchandisers e responsabili marketing in primis.

Potrebbe essere brutalmente definito una sorta di sistema di video-sorveglianza, seppur con differenze significative. Ma nella realtà è molto di più.

Chiunque ne parli lo definisce il “Google Analytics” della vita reale.

Come funziona nella pratica Pathflow?


Lo spiega in un’interessante intervista a wired.it, direttamente il fondatore e CEO di Pathflow, Alberto Gangarossa: “Trasformiamo ogni forma umana che si muove all’interno del negozio in un numero. Ne tracciamo gli spostamenti e i comportamenti. Inoltre incrociamo i dati raccolti con quelli relativi alle vendite.

Proprio come il suo alter-ego dedicato al web, in grado di fornire al proprietario di un sito qualunque informazione sul traffico generato (visite, utenti, provenienza,…), Pathflow cattura e analizza il “traffico” all’interno del negozio e ne genera informazioni sulle abitudini dei clienti.

Come lo fa? Attraverso apposite telecamere in grado di cogliere ogni movimento nell’ambiente predisposto.

Quante persone si trasformano in veri clienti, entrando nel negozio dopo essersi soffermate davanti alla vetrina? E una volta all’interno, che percorso hanno fatto tra gli scaffali? Quanti e quali prodotti hanno guardato, preso in mano e poi posato di nuovo e quali invece hanno poi effettivamente acquistato?

Pathflow risponde a queste domande osservando i visitatori e catturandone le immagini.

Detto così potrebbe quasi dare fastidio, sapere di essere osservati in ogni gesto. In realtà il sistema non registra le immagini (per ovvie ragioni di privacy), ma si limita a convertirle in dati numerici quantificabili e analizzabili, che confronta poi con i dati di marketing, delle vendite e dei social network e ne mostra i risultati e le informazioni ottenute su apposite dashboard.

Conoscere più a fondo i propri clienti basandosi sulle loro azioni e agire di conseguenza adottando specifici interventi di scelta e disposizione dei prodotti, oltre che analizzando le performance delle campagne di marketing. Questo in sostanza ciò che la startup si propone di realizzare.Convertire avvenimenti fisici in dati.

L’obiettivo è sfidante, indubbiamente, e bisognerà vedere come risponderà alla prova sul campo nel corso dei mesi (attualmente è in betatest). L’intuizione, però, pare davvero interessante e gli sviluppi altrettanto positivi.