ringPay: per acquistare non hai più bisogno del portafoglio


Quante volte vi è capitato di esservi dimenticati di prelevare o peggio ancora di aver lasciato il portafoglio a casa? Il problema si poneva soprattutto se quel giorno eravate usciti appositamente per far la spesa o comprare qualcosa di necessario.

Il team di ringPay ha ideato una soluzione: un portamonete digitale. Molti di voi si chiederanno: che cos'è, qual è la sua utilità? Ed ecco qui di seguito tutte le risposte che cercate, grazie ad un'intervista fatta a Michele Silletti, CEO di questa startup.

Come è nata l'idea di realizzare ringPay?


Nel novembre 2010 si è svolto a Roma il primo startup weekend. In quell'occasione con i miei soci abbiamo deciso di partecipare portando un progetto ciascuno di noi. Due di noi sono stati selezionati ed uno di questi era, in nuce, ringPAY.

Passata quell'esperienza ho continuato a "fantasticare" sull'idea nel tempo libero, ma mese dopo mese cresceva la voglia di farlo diventare un progetto reale. L'occasione si è presentata con il Founder Institute. F.I. è un programma internazionale di accelerazione creato da Adeo Ressi e presente in numerose città del mondo.

Lo scorso autunno si è tenuta la prima sessione italiana a Roma e la mia idea è stata selezionata per partecipare. F.I. è un percorso ad eliminazione e di 30 startup ne sono arrivate alla fine solo 9. ringPAY è una di quelle.

Il progetto nasce da una esigenza reale: il portafoglio di ciascuno di noi è pieno di banconote e carte plastiche. Tutti oggetti importanti, eppure capita di scordarlo a casa e trovarsi in difficoltà. E' molto più difficile invece scordare lo smartphone, che ormai è una estensione del nostro corpo. Inoltre trasferire sullo smartphone  le funzioni del contante e della carta di credito rendono la gestione del denaro molto più "smart". Da qui l'idea di ringPAY.

Qual è il target di riferimento e quale bisogno della clientela avete intenzione di soddisfare?


Gli utilizzatori di ringPAY sono clienti e commercianti degli esercizi fisici. ringPAY nasce primariamente per soddisfare le esigenze legate allo shopping fisico e solo secondariamente come strumento di pagamento per l'ecommerce. Agli adulti vanno anche aggiunti i ragazzi, che man mano che crescono diventano acquirenti anch'essi.

Tuttavia pensare di raggiungere tutti gli utilizzatori di denaro del mondo è un idea impossibile da realizzare, abbiamo dunque progressivamente ristretto il campo d'azione al nostro Paese, concentrandoci principalmente su una fascia di utenti che potremmo definire "studenti italiani e loro famiglie". Questo è il nostro minimum viable segment, ma abbiamo chiaro in testa un prodotto adatto a un pubblico generalista prima italiano e poi europeo.

E' importante però dire che ringPAY non verrà proposto direttamente al pubblico, ma tramite gli istituti bancari che vorranno aderire al circuito, in maniera simile a quello che oggi succede con le carte di credito prepagate.

Il bisogno che andiamo a soddisfare è triplice:

- praticità nella gestione delle piccole spese quotidiane


- controllo e verifica delle proprie spese


- controllo e verifica delle spese di bambini e adolescenti (proponiamo di usare ringPAY come mezzo per la "paghetta" così che il genitore possa verificare come viene speso il denaro).


Potremmo descrivere brevemente in cosa consiste la vostra start up e qual è il business model?


ringPAY è un portamonete digitale. Un circuito di moneta elettronica che viene utilizzato tramite una smart app distribuita dalle banche. ringPAY vuole sostituire il contante nelle piccole spese quotidiane, dal supermercato al cappuccino, alla paghetta dei bambini. ringPAY è contemporaneamente conveniente, veloce e aperta.

Conveniente perché il modello prevede che il negoziante non paghi costi di transazione per gli acquisti sotto i 10 euro. In questo modo vogliamo incoraggiarlo ad accettare ringPAY anche per gli acquisti più piccoli. Per il cliente ringPAY è sempre gratis. E' veloce, perché per i negozi preferiti si può attivare una procedura di pagamento velocissima che consente al negoziante di addebitare il tuo conto senza conferma, mantenendo sempre la possibilità per il cliente di correggere eventuali errori in un momento successivo. Ed è aperta, perché incoraggiamo ogni banca ad aderire al circuito e agli utili dello stesso con un modello di revenue sharing molto simile a quello delle carte di credito.

Per i modelli di business abbiamo 3 idee che contiamo di verificare sul campo prima di decidere:

- commissione sulle transazioni pagata dal commerciante. Gratis fino a 10€, e più bassa di una carta di credito per gli importi superiori.

- commissione sulla ricarica del conto o sul prelievo pagata dal cliente, un po' come succede con le carte prepagate

- canone di abbonamento pagato dal cliente o dalla banca.

Che importanza riveste il team nello svolgimento delle vostre attività?


Il team in ogni impresa è fondamentale. Dalle precedenti esperienze ho ben chiaro che la differenza la fanno le persone e per ringPAY forse questo è vero anche più che in altri business. I punti critici di ringPAY sono essenzialmente 3:

- adozione da parte degli acquirenti e dei commercianti

- regolamentazioni e rapporti con le banche

- controllo di gestione finanziaria

Per questo motivo fanno parte del team un ottimo sviluppatore mobile, due tra i migliori professionisti italiani nel campo della user experience (research e design) un ingegnere e un laureato in legge. Come mentor ci avvaliamo del supporto di un professore di diritto delle istituzioni finanziarie, di un esperto di digital strategy con esperienza decennale e di un financial advisor.

Pensando al futuro, avete in cantiere altre attività per dare ulteriore slancio alla vostra start up?


Pensando al Team ogni squadra deve evolvere nel tempo e già oggi sappiamo che a breve sarà necessario coinvolgere nel progetto un CEO di una levatura adeguata alla scala delle attività e un business developer ben introdotto presso le associazioni bancarie.

Pensando alle attività stiamo pianificando un test sul campo su scala piccola ma significativa e per fare questo abbiamo bisogno del supporto di una prima banca che creda nel progetto.

In bocca al lupo ragazzi !