SeeJay: lo strumento per gestire e valorizzare gli “user generated content”


Quanto è importante l'interazione con chi segue il nostro blog, quotidiano o rivista on line? Il coinvolgimento degli utenti ci consente di fidelizzarli, per cui siamo sempre più tentati di chiedere contributi. Ma come possiamo gestire i cosiddetti user-generated content (UGC)?

A questa domanda ha risposto Carlo Brunelleschi, la cui risposta è stata: con Seejay. Scopriamo con Carlo in cosa consista questa startup.

1. Come è nata Seejay e quale bisogno della clientela ha intenzione di soddisfare ?


SeeJay è la risposta ad una domanda che ci è stata posta spesso, durante le nostre esperienze precedenti. Mi riferisco ad un bisogno crescente di strumenti che permettano di gestire i cosiddetti user-generated content (UGC), ovvero i contributi condivisi dagli utenti. SeeJay è stato progettato per i Publisher, per tutte quelle realtà che integrano sempre di più gli UGC nella produzione quotidiana di contenuti: redazioni giornalistiche, agenzie di comunicazione, brand, blogger, Pubblica Amministrazione.

2. Ci descrivi brevemente in cosa consiste la vostra start up e qual è il business model ?


SeeJay è un servizio che si rivolge ai Publisher citati sopra, proponendo uno spazio di lavoro dove gestire tutti i processi che coinvolgono gli UGC. Giornalismo partecipativo, contest, iniziative di e-government e partecipazione in senso lato: attraverso SeeJay è possibile richiedere contributi ai propri utenti ed esplorare i principali social network in tempo reale per estrarre altro materiale, su qualsiasi tema definito dal Publisher.

Lo step successivo è la "content curation", la selezione dei contenuti più interessanti che avviene sempre all'interno di SeeJay e che porta alla fase finale, ovvero alla pubblicazione di questi contenuti su sito web, applicazione mobile o pagina social. Il Publisher sceglie tra un set di formati disponibili (gallerie, mappe, timeline, wall) quello che più si adatta alle esigenze della testata e lo pubblica con un clic. In questo modo ogni aspetto dell'attività redazionale viene ottimizzato e il risultato è uno "storytelling" referenziato e credibile, dove i materiali pubblicati recano sempre la fonte, la data e all'occorrenza la posizione geografica.

Il modello di business prevede l'accesso gratuito ad alcune funzioni e la proposta di subscription per un utilizzo sistematico e privo di restrizioni, in base alle esigenze del Publisher.

4. Che importanza riveste il team nello svolgimento delle vostre attività?


SeeJayDirei fondamentale. Lavoriamo insieme da anni e SeeJay è stata la naturale evoluzione di un know-how acquisito nel tempo su progetti che facevano della partecipazione un cardine, come ad esempio il network Decoro Urbano, oggi un riferimento per inviare segnalazioni via web e mobile alle amministrazioni comunali.

Il team è numeroso ed eterogeneo, veniamo da esperienze in ambito telco (Brunelleschi, CEO), management (Fabrizio Ferreri, COO e stragegist), ingegneria informatica (Francesco Forconi, CTO), comunicazione (Fabrizio Verrocchi, CCO) e web (Claudio Corti e Roberto Orfei, rispettivamente UX designer e sviluppatore).

5. Pensando al futuro, avete in cantiere altre attività per dare ulteriore slancio alla vostra start up?


La milestone più importante è il lancio su scala globale, previsto nel primo trimestre 2014 al termine della beta privata. In relazione a questo abbiamo in roadmap una costante evoluzione del servizio che prevede un'integrazione sempre maggiore con i social network, l'inserimento di nuove fonti inclusi set di open data e accordi con specifici content provider. Stiamo inoltre valutando alcune partnership con importanti realtà in ambito editoriale, per offrire SeeJay sul mercato globale con accordi custom e format incentrati sulla partecipazione degli utenti.

Grazie Carlo Brunelleschi e in bocca al lupo !