Il capo migliore è colui che non teme qualcuno migliore di lui


La miglior cosa che ti possa capitare come capo è assumere una persona che sia più intelligente, creativa e in qualche modo più dotata di talento di te.

E’ come vincere la lotteria: improvvisamente, ti ritrovi con un membro del tuo team che molto probabilmente sarà in grado di migliorare la performance e la reputazione di tutti. Incluso te.

E’ vero, sta nella natura umana il fatto che tu possa aver timore che un sottoposto “superiore” possa farti apparire – per così dire – “inadeguato”, e che magari questo possa far rallentare la tua carriera. Ma nella realtà dei fatti, di solito accade proprio il contrario.

Come viene giudicato un leader


CHESS PIECES_LEADERSHIPLa ragione sta nel fatto che i leader di solito non vengono giudicati in base a ciò che producono direttamente. Che senso avrebbe, infatti, valutarli come persone che apportano un contributo individuale?  Invece, la maggior parte dei leader viene valutata proprio in base a quanto è stata brava nel selezionare, assumere e motivare il proprio personale, sia individualmente che collettivamente: tutte cose che vengono confermate dai risultati aziendali.

Ecco perché quando recluti dei top performer e gli lasci rilasciare la loro energia, non fai affatto brutta figura.

Anzi: per l’azienda diventi come la gallina capace di fare uova d’oro.

Quindi: continua a deporre altre uova! E’ estremamente raro che un’azienda non ami un manager in grado di trovare persone eccellenti, e capace di creare un ambiente in cui farle prosperare.

Diciamolo: non devi essere necessariamente la persona più intelligente della stanza per riuscire a fare tutto questo. In realtà, proprio quando riesci a dimostrare continuamente di avere la capacità di leadership, e vieni riconosciuto come la persona in grado di arrivare e costruire il meglio in azienda, vedi la tua carriera decollare velocemente.

Non è che con questo si possa dire che gestire dei sottoposti “superiori” sia sempre facile. Parecchi anni fa, durante un discorso a Chicago, un membro del pubblico disse che due dei sette suoi diretti sottoposti erano più intelligenti di lui, e chiese: “Come diavolo faccio a valutarli?”

Per stemperare la tensione, cercammo di fornirgli una risposta leggera: “E che cavolo è successo agli altri cinque?”, ma riuscimmo a cogliere comunque l’importanza della questione.

La valutazione di persone "speciali"


In effetti, come fai a compiere la valutazione di queste persone speciali, quando tu stesso riconosci che hanno più talento di te? Semplice: non lo fai!

Davvero: non valutarle basandoti sulla loro intelligenza o sulle loro particolari abilità.

Naturalmente, potrai parlar loro di ciò che stanno facendo bene, e, cosa altrettanto importante, durante il colloquio ti focalizzerai sulle loro possibili aree di miglioramento.

Non è un segreto il fatto che alcune delle persone più intelligenti abbiano problemi, ad esempio, a relazionarsi con i colleghi, oppure ad essere aperti nei confronti delle idee degli altri.

Inoltre, alcuni di loro desiderano ardentemente diventare leader a loro volta.

L'importanza del capo


Ed è proprio qui che entrano in gioco la tua esperienza, la tua autostima, la fiducia in te stesso e la tua capacità di coaching.

In questo modo, allora, gestire i dipendenti “superiori” diventa esattamente come gestire i sottoposti “regolari”.

Sappi che hai tutto da guadagnare nel celebrare la crescita delle persone con un grande potenziale, e soprattutto, non  hai nulla da temere.

 

(Liberamente tratto da un articolo di Jack e Suzy Welch, pubblicato su BusinessWeek Magazine e successivamente rielaborato su LinkedIn.Per ulteriori approfondimenti: http://jackwelch.strayer.edu/about/jack-welch;  http://www.welchway.com/)