Social Graph: come Internet può aiutarti ad ampliare la tua rete sociale


Negli ultimi anni internet e in particolare i social networks hanno profondamente cambiato la nostra vita ed il modo in cui essa viene raccontata. Essi offrono un’enorme potenzialità di business: uno studio del 2012 della McKinsey Global Institute stima che lo sviluppo in chiave social di tutti i settori di business potrebbe generare un valore economico annuo tra i 900 e i 1.300 miliardi di dollari.

Un aspetto molto importante dei social networks in chiave di business è il cosiddetto “Social Graph

Cos’è il Social Graph?


Pensiamo alla rete di un pescatore in cui diverse corde vengono annodate tra loro. Ebbene, il Social Graph altro non è che la rete del pescatore mentre i nodi che la tengono unita sono i singoli individui. Utilizzando le parole di Dave Morin, membro del Facebook Developer Team, possiamo definire il Social Graph come una “rete di legami (connessioni) che esistono nel modo in cui ogni soggetto (nodo) comunica e si scambia informazioni con gli altri nodi”.

La rappresentazione grafica delle relazioni sociali è molto importante per valutare il capitale sociale ossia l’insieme delle risorse potenziali incorporate nelle relazioni tra gli individui.

Come le aziende utilizzano il Social Graph


Il Social Graph  può essere utilizzato per diversi scopi: la Liverpool Victoria, compagnia assicuratrice britannica, ha utilizzato internet per raccogliere informazioni su un gruppo di persone che affermavano di essere state a bordo di un autobus quando questo ha avuto un incidente. Dalle informazioni disponibile sui social media, ricostruendo i legami tra i ricorrenti, si è scoperto che molti di loro erano amici dell’autista. Si trattava, quindi, di una frode in piena regola.

Inoltre secondo McKinsey il Social Graph potrebbe essere utilizzato dagli istituti di credito per verificare la solvibilità della persona richiedente il prestito e la sua reale volontà di rimborsarlo.

Wonga, una start up che si occupa di microcredito, ha sviluppato un algoritmo che incrocia i dati provenienti dai social network e da altri siti - circa 8.000 - con le risposte fornite dai clienti a un questionario durante la fase di richiesta del prestito. In questo modo Wonga ha ridotto il tasso di default di circa il 50% nelle sue prime settimane di funzionamento nel mercato del microcredito.

Come il Crowdfunding può sfruttare il Social Graph


Ma se il Social Graph può essere utilizzato dagli istituti di credito o dalle assicurazioni per valutare l’affidabilità di un cliente, perché il cliente stesso non lo può usare, ad esempio, per raccogliere direttamente il capitale che gli serve per realizzare un progetto?

shutterstock_crowdfunding-1280x960In un momento in cui è difficile poter accedere al credito per finanziare un progetto o un’idea, molte persone hanno pensato di sfruttare la loro rete di conoscenze per superare il problema e questo è uno dei motivi per cui negli ultimi anni abbiamo assistito a uno sviluppo considerevole del crowdfunding.

Fondamentale è l’aspetto della fiducia: ognuno di noi è portato a guardare le azioni altrui per guidare le proprie, basti pensare ai feedback su siti come Ebay o Amazon o alle campagne online di Avaaz. Quando tante persone danno fiducia a un progetto finanziandolo  o condividendolo con altre persone forniscono alla collettività il segnale che il progetto è meritevole.

Da sempre la rete delle conoscenze è stata utilizzata dalle persone per collaborare al raggiungimento di un obiettivo, ma sicuramente con la diffusione di Internet le potenzialità del Social Graph sono aumentate a dismisura. In fondo questo era uno degli obiettivi del co-inventore del World Wide Web, Tim Berners-Lee, che sosteneva: “Il Web è più un'innovazione sociale che un'innovazione tecnica. L'ho progettato perché avesse una ricaduta sociale, perché aiutasse le persone a collaborare, e non come un giocattolo tecnologico. Il fine ultimo del Web è migliorare la nostra esistenza reticolare nel mondo. Di solito noi ci agglutiniamo in famiglie, associazioni e aziende. Ci fidiamo a distanza e sospettiamo appena voltato l'angolo.


 

(Foto copertina: compassunibo.wordpress.com)