Avete meno di 35 anni e il sogno di un’impresa tutta vostra?


Dal 29 agosto, data di pubblicazione del regolamento in Gazzetta Ufficiale, potete  approfittare della Srl Semplificata che permette di avviare una startup con soltanto 1 euro di capitale e altri 168 euro per l’imposta di registro, senza nessuna spesa per il notaio.

Cos'è la Srl Semplificata.


E’ la Srl Semplificata (Srls), “basica” sia nei costi sia nella struttura: l’atto costitutivo deve essere redatto secondo il modello standard, in pratica una scarna paginetta con il nome, l’oggetto, il capitale della società e le generalità del socio o dei soci, tutti persone fisiche con meno di 35 anni, tra i quali dovranno esserci gli amministratori, non essendo ammessa la nomina di soggetti esterni.

E se avete superato la soglia dei 35?


Anche per voi, srl a 1 euro, ma pagherete il notaio. E’ la Srl a Capitale Ridotto (Srlcr), nella quale è prevista maggiore libertà per il contenuto dell’atto costitutivo e nella nomina degli amministratori, non necessariamente soci.

La Srlcr è il destino naturale di una Srls in cui il socio unico “non ha più l’età”: in questo caso, si può comunque trasformarla in altra forma giuridica, sostenendo i costi dell’operazione.
Se invece l’over 35 non è l’unico socio, può decidere di cedere la quota a una persona più giovane, anche a un nuovo ingresso nella società.

Quando è nata la Srl Semplificata.


Una curiosità: la prima Srls, costituita proprio il 29 agosto, ha un nome poetico, “Casa delle Fate”, e per oggetto la vendita di oggettistica. A fondarla sono state due sorelle di Corsico, studentesse universitarie con un gran desiderio di indipendenza dai genitori, imprenditori anche loro.
Nel video pubblicato sul sito del Sole 24 Ore, si raccontano con entusiasmo, ironia, ma anche tanta consapevolezza.

Se, infatti, il battesimo della startup costa poco, non bisogna dimenticare che la neonata azienda ha bisogno di capitali per crescere: per concedere finanziamenti, le banche richiedono di solito fidejussioni di genitori o del coniuge, anche se talvolta è possibile ricorrere a un consorzio o ad un Fondo di garanzia.

Fondamentale è la presentazione di un dettagliato business-plan. Le neo-imprenditrici consigliano di verificare la possibilità di ricorrere a finanziamenti regionali o UE.

Cosa accadrà nel prossimo futuro.


A breve potrebbe essere introdotta un’ulteriore semplificazione: la Srl innovativa (i-srl), che per nascere avrà bisogno soltanto di una comunicazione on line alla Camera di Commercio.

La i-srl dovrebbe godere di trattamenti di favore nei primi 48 mesi di vita, come la sospensione degli obblighi di ricapitalizzazione e l’esenzione dal divieto di offerta al pubblico di quote.

Nel nuovo piano-crescita, atteso sul tavolo del Consiglio dei Ministri entro ottobre, dovrebbe essere contemplata anche una contabilità semplificata, “per cassa”, per i versamenti Iva e Ires, fino a 5 milioni di fatturato. Da Confindustria si propone l’esenzione dall’Irap per i primi tre anni di vita della neo-impresa, la deducibilità della totalità degli investimenti in startup fatti da aziende, oltre ad un trattamento fiscale agevolato per guadagni di capitale.

Nel dossier allo studio del ministro Passera ci sarebbero anche il “Work for Equity” e le “Startup Stock Options”: la possibilità di pagare le parcelle di professionisti (notaio, avvocato…) e di remunerare il lavoro con quote della società, invece che in denaro.

Da più parti si suggerisce anche di creare un contratto di lavoro “ad hoc” per le startup, nel quale il salario sia strettamente legato alla produttività. Su questo aspetto il ministro Fornero si è espressa con decisione in un’intervista pubblicata sul Corriere, affermando che “è necessario favorire le start up, ma anche fare in modo che le norme del lavoro che si adatteranno a queste aziende innovative siano assolutamente coerenti con la riforma”.

Il ministro Fornero, nella stessa intervista, sottolinea l’importanza di definire con assoluta precisione le caratteristiche delle aziende che, in qualità di startup, possono accedere alle agevolazioni.

La bozza del decreto crescita, secondo il Sole 24 Ore, prenderebbe in considerazione srl, spa o sapa costituite dopo il 31/12/2009, il cui oggetto sociale sia produzione o commercializzazione di Innovazione. In esse, gli investimenti in R&S in ogni esercizio devono rappresentare non meno del 15% della voce maggiore tra costi di produzione e valore della produzione; altro requisito, la maggioranza del capitale sociale e dei diritti di voto in assemblea in mano a persone fisiche.