Due startup in Sicilia fanno splendere il sole sul futuro dei più giovani


Una startup in Sicilia ? Com'è possibile? La Sicilia è una terra che evoca immagini idilliache, ma che è avvertita come una regione problematica per quanto riguarda le opportunità lavorative. Terra di limoni, mare azzurro intenso, sole splendente, eccellenza enogastronomica, reperti storici di pregio, ma anche prigione per coloro che desiderano un futuro all’altezza delle proprie aspettative, obbligati a partire per provare a intraprendere una carriera soddisfacente.


E se invece per una volta la Sicilia fosse menzionata per le sue idee innovative? Se venisse additata come fonte di fermento culturale grazie all’intraprendenza dei propri giovani?



La realtà delle startup in Sicilia


Tutto ciò sta accadendo realmente nel mondo delle startup, grazie ad idee vincenti, e ad un po’ di coraggio per metterle in pratica. Ovviamente non basta che si accenda la lampadina: ci vogliono preparazione, studio, creatività, capacità tecniche e spesso informatiche. Un team vincente coniuga tutti questi aspetti ed è equilibrato al proprio interno, crede fermamente nell’idea ed determinato a riuscire e a trovare i finanziamenti adatti per la propria start up.



Il caso della startup Beintoo


Il caso emblematico ( di cui vi abbiamo già parlato mesi fa ) è Beintoo, con sede a Milano e San Francisco, ma ideata da due siciliani doc: Filippo Privitera di trent’anni, e Antonio Tomarchio di 29.


L’idea vincente è stata quella di restituire un valore agli utenti che usano app sui loro smartphone; usando le applicazioni– tra cui la famosa Fruit Ninja (il gioco dove si taglia la frutta con la katana), l’utente iscritto a Beintoo guadagna una moneta virtuale, i bedollars, con i quali può vincere coupon oppure comprare direttamente nel market online. Ad oggi, con 650 mila euro di finanziamento, Beintoo arriva a un milione di utenti.



Il caso della startup Mosaicoon


Altro esempio luminoso è quello di Ugo Parodi, il lungimirante fondatore di Mosaicoon, viral media company di Palermo. Si occupava di video online quattro anni prima della nascita di YouTube, e ha fatto tutto da solo: ricerca degli investitori, creazione e realizzazione da zero della start up.



Dalla Sicilia alla Silicon Valley: startup have the power


E’ incredibile come alcune di queste aziende si siano sviluppate in tempi brevi raggiungendo vette insperate, arrivando addirittura nella Silicon Valley, a partire dalla provincia siciliana.


Forse la situazione di precarietà, di crisi, la quasi obbligatoria rassegnazione dei più di fronte a uno stato di cose apparentemente irreversibile, è stata una molla che ha dato ancora più forza e determinazione a chi possedeva una vision. Forse, anziché lasciarla andare continuando a sognare, chi aveva un’idea ha deciso di svegliarsi e aggrapparsi ad essa, seguirla, darle vita anche in mezzo alle difficoltà.