Startup: errori da non fare e buoni propositi per il 2014


Sul Blog di OFF e nei siti che si occupano di startup, sono numerosi gli articoli che raccontano storie di fallimenti di imprese promettenti, magari nate sotto i migliori auspici, in quanto a qualità dei founders e risorse finanziarie.

Da queste esperienze si possono trarre interessanti spunti di riflessione sulle trappole disseminate lungo il cammino di sviluppo di un business.

Sul web hanno titoli quali “PERCHE’ LA MIA STARTUP E’ FALLITA” ( da “alumni.stanford.edu”) , “PERCHE’ LE STARTUP SONO FACILI DA FONDARE, MA DIFFICILI DA PORTARE AL SUCCESSO”: quest’ultimo contributo, apparso sul blog del Wall Street Journal e firmato da Maynard Webb, è la base da cui sono partita per queste mie righe.

Mister Webb è un' entusiasta investitore in startup, che, avendo scritto il suo pezzo il 30 dicembre, si dà persino dei buoni propositi per l’anno nuovo: non la classica dieta o l’iscrizione in palestra, come tutti noi, ma una sempre crescente attenzione e dedizione alle neonate creature del business.

ERRORI


Ecco quelli che Maynard definisce “i principali errori che ho visto ripetere nel 2013 dagli startupper”:

-         AVER AVUTO L’IDEA GIUSTA  NEL MOMENTO SBAGLIATO


-         PAGARE REMUNERAZIONI ECCESSIVE


meglio un compenso legato ai risultati o una percentuale in azioni

-         CONCENTRARSI TROPPO SUL REPERIMENTO DELLE RISORSE FINANZIARIE INIZIALI, DANDO PER SCONTATO CHE CONSENTANO ANCHE LO SVILUPPO


-         NON DARE TROPPA IMPORTANZA A UN EVENTUALE FALLIMENTO, CONFIDANDO IN UNA FUTURA ACQUISIZIONE


o quantomeno nel reclutamento delle risorse umane, la cosiddetta “ACQUI-HIRE”

-         INVESTIRE ENERGIA CREATIVA E IMPEGNO NEI PRIMI PASSI, MINOR COINVOLGIMENTO NEL PERSEGUIRE LA CRESCITA DEL BUSINESS.


BUONI PROPOSITI


Sicuramente un’analisi accurata avvalorata dall’esperienza, ma a proposito di “buoni propositi”, ho scovato molte dritte intelligenti – e non solo per uno startupper – in un blog del sito Six Revision , a firma Sabelline Chicot, strategist in un’agenzia di Web Marketing.

Anche qui 5 comandamenti:

1)    NON FARSI CONDIZIONARE TROPPO DALLA CONCORRENZA


che va sicuramente analizzata, senza però cadere nella tentazione di continue modifiche alla propria vision d’impresa.

“ Un mercato affollato di competitors è un segnale di vitalità e raramente una startup fallisce per colpa della concorrenza ” scrive Paul Graham, imprenditore e consulente di successo.

2)    NON FARSI OSSESSIONARE DALLA RICERCA DELLA PERFEZIONE


L’attenzione maniacale al dettaglio fa perdere tempo e il tempo è spesso decisivo. Il prodotto/servizio si può mettere a punto gradualmente, sfruttando anche i feedback dei clienti.

3)    OCCHIO ALLA SINDROME dell’ “UOMO SOLO AL COMANDO”


Il founder dovrebbe concentrare le proprie forze su quello che è strategicamente rilevante e saper delegare il resto.

4)    CONSERVARE IL BUONUMORE


Saper mantenere un approccio positivo alle cose della vita e del business aiuta la creatività. Gli errori sono da mettere in conto, l’importante è capire cosa non ha funzionato e da lì ripartire.

Richard Branson dice “ Sorridere non può risolvere qualsiasi problema, ma può rendere più accettabili molte situazioni”.

5)    AVERE UN “PIANO B”


poter contare su “un tetto sulla testa” se le cose andassero veramente male, anche se questo dovesse significare tornare da mamma e papà!

Perché “nessuno nasce imparato”.

Questa citazione non la riporta Maynard e neppure Sabelline.

E’ la mia personale riflessione di inizio 2014. Buon anno a tutti.