Vantaggi delle strategie social


In questo nuovo viaggio ribaltiamo la prospettiva: partiamo da una case history per analizzare poi i vantaggi delle  strategie social.

Questa inversione nel raccontarvi nuove idee ha lo scopo di farvi capire che i concetti di cui parliamo non sono solo teoria, ma possono essere applicati con successo - ed in molti casi lo sono - sia da grandi aziende affermate, sia in piccole realtà, o in nuove start up. Perché, è bene ricordarlo, replicare modelli di successo è una mossa vincente.

Il caso Ikea


Partiamo allora dal caso Ikea: spesso la società svedese viene presa ad esempio nelle strategie di marketing e comunicazione perché, a dispetto delle critiche, ha portato molta innovazione nel modo di relazionarsi delle aziende con i clienti, in un settore tradizionale come quello dell’arredamento e dell’oggettistica.

Ikea, per gli appassionati, è molto di più di un semplice negozio: rappresenta una filosofia di vita cheap, friendly, smart, come preferite chiamarla.

L’ultima novità di Ikea è il “social catalogue”, un progetto realizzato in collaborazione con H-Art (fonte: articolo ItaliaOggi): visitando il sito è possibile sfogliare il catalogo tradizionale dal punto di vista di una comunità virtuale, stile Facebook, in cui si può interagire con gli amici e le loro preferenze in termini di prodotti e soluzioni per la casa.

L’indice stesso del catalogo, a seconda dei clic (in pratica l’endorsement, il gradimento) degli utenti, può cambiare: più un prodotto piace ed è commentato dagli utenti registrati, più sarà visibile nell’indice che si modificherà dopo ogni accesso, portando in primo piano i prodotti preferiti.

Viene anche assicurato uno stretto legame tra negozio virtuale e negozio fisico con la c.d. wishing list, la lista dei prodotti desiderati, che permetterà di comporre un promemoria da consultare in negozio in modalità mobile (of course!) grazie all’integrazione con l’App Ikea, disponibile per IPhone e Android.

Vi racconto il caso di Ikea per due ragioni:

la prima è che ho visitato la community virtuale di Hemma, il magazine on line che raccoglie consensi ed ha moltissimi utenti registrati, perché coloro che gestiscono le pagine social di Hemma hanno la capacità di ascoltare e coinvolgere attivamente le persone in mille modi diversi (come la pagina FB di Ikea).

La seconda ragione risiede in una mia personale esperienza con la società, durante la quale ho potuto verificare e constatare che il team Ikea non solo è sempre “in ascolto” rispetto ai post che vengono scritti sui social network, ma accoglie i suggerimenti dei clienti e realizza davvero le idee, mette in pratica i consigli.

Incredibile? Non proprio, se le aziende riescono ad adottare vere strategie social, unita ad un ascolto in tempo reale (o Real Time Marketing) di cui abbiamo parlato in alcuni post precedenti.

Per la parte teorica la nostra fonte è un articolo di MikolajJanPiskorski, professore associato nell’Unità di Strategia presso la Harvard Business School, autore del libro “Connect: Why Social Platforms Work and How to LevarageThem for Success” (in uscita).

Perchè le strategie social hanno successo?


Il prof. Piskorski afferma che i fattori di successo delle piattaforme social sono sostanzialmente due:

1) Il bisogno di incontrare persone nuove;

2) L’esigenza/il bisogno di consolidare relazioni esistenti.

Fin qui nulla di nuovo, abbiamo spesso parlato della importanza della connessione tra persone, che è alla base del successo dei social network: la parte interessante arriva quando il professore dice che, anche se molte aziende hanno aperto profili su Facebook e Twitter, poche sono riuscite davvero a generare profitto dalla presenza sui social media, nonostante un numero elevato di amici, seguaci, follower, contatti etc.

L’errore principale delle aziende che non hanno avuto successo è stato quello di avere “semplicemente importato le strategie digitali negli ambienti social, limitandosi a diffondere messaggi commerciali o a sollecitare il feedback dei clienti”.

I clienti, le persone fisiche presenti sui social network, rifiutano questi approcci così apertamente commerciali, perché “ lo scopo principale dei social network è mettersi in contatto con le persone, non con le aziende”.

Soprattutto Facebook viene utilizzato come strumento di svago, e per questo le tradizionali logiche commerciali push (in cui si “spinge” il messaggio pubblicitario) non hanno successo in questi luoghi.

Il passaggio fondamentale dunque è quello che porta dalle strategie digitali alle strategie social: queste ultime “aiutano le persone a creare e valorizzare relazioni” e funzionano perché “sono coerenti con le aspettative degli utenti ed il comportamento tipico dei social network”.

Aiutando gli utenti a formare e rafforzare relazioni, le aziende riescono ad ottenere anche benefici diretti.

In che modo?


Riporto l’esatta definizione: “ le strategie sociali di successo riducono i costi (strategia a) oppure aumentano la propensione dei clienti alla spesa (strategia b) aiutando gli individui ad instaurare o consolidare relazioni, a patto che lavorino gratuitamente a favore dell’azienda (strategia c).

Quali sono i “lavori” che le persone possono svolgere per le aziende?


- Acquisire nuovi clienti

- Fornire dati di ricerca e sviluppo

- Fornire contenuti web

- Vendere prodotti o servizi dell’azienda stessa

Nella prossima puntata racconteremo la storia di altre aziende che hanno adottato strategie social, e parleremo di alcune strategie che anche gli startupper possono mettere in pratica.

(Foto: xlacasa.it)