Group Gifts e Amex (American Express): ecco le loro strategie sociali


Il terzo caso aziendale che vi presento è Group Gifts, “applicazione online che E-Bay ha lanciato a fine 2010 e che permette agli utenti di raccogliere fondi per acquistare regali per gli amici”.

Prima di parlare del funzionamento di Group Gifts, apro una piccola parentesi su questa tendenza che si inserisce nel più ampio filone del crowdfunding, da non confondere con il crowdsourcing, del quale abbiamo ampiamente parlato nei precedenti post (es. il caso di BlogTV).

Il crowdfunding, citando Wikipedia, “descrive un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per supportare gli sforzi di persone ed organizzazioni.

È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. (...) La Rete è solitamente la piattaforma che permette l'incontro e la collaborazione dei soggetti coinvolti in un progetto di crowdfunding. Le iniziative di crowdfunding si possono distinguere in iniziative autonome, sviluppate ad hoc per sostenere cause o progetti singoli, e piattaforme di crowdfunding.

Queste ultime sono siti web che facilitano l'incontro tra la domanda di finanziamenti da parte di chi promuove dei progetti e l'offerta di denaro da parte degli utenti”.

Group Gifts


Group GiftsParleremo delle piattaforme di crowdfunding in un prossimo post: per ora vediamo come funziona Group Gifts. “L’organizzatore di un gruppo si collega ad E-Bay e nomina il destinatario di un regalo, direttamente o scegliendolo dalla lista degli amici di Facebook.

A questo punto E-Bay propone una serie di doni, ma l’organizzatore può anche consigliare un regalo: una volta scelto il dono, si spedisce un invito ad altri sottoscrittori pubblicando la proposta sulla pagina Facebook.

L’invito contiene un link alla pagina di E-Bay del regalo, dove si può versare la propria quota e lasciare un messaggio al destinatario. Una volta raggiunta la somma richiesta, E-Bay spedisce il regalo insieme ai messaggi”.

Quali sono i benefici sociali?


Group Gifts aiuta a rafforzare i legami tra i partecipanti, e tra loro ed il destinatario, agevolando i contatti ed aumentando la disponibilità alla spesa. Il ritorno per E-Bay consiste nel fatto che 1/3 dei partecipanti a Group Gifts torna per aprire un account PayPal, ed 1/3 torna su E-Bay per acquistare articoli online.

Quindi la strategia sociale di Group Gifts aumenta la disponibilità alla spesa permettendo alle persone di rafforzare i legami attraverso il dono a patto che chiedano agli amici di comprare il dono su E-Bay.

American Express (Amex)


American expressIl quarto e ultimo caso è quello di AMERICAN EXPRESS (Amex) che invece ha sviluppato un progetto rivolto ai professionisti ed ai contatti professionali: si tratta della carte di credito Open, “rivolte ai proprietari di piccole attività. Per contrastare il tasso di abbandono dei clienti nel settore delle carte di credito, Amex ha cercato di fidelizzare i clienti Open” in vari modi:

-organizzando conferenze focalizzate sulla gestione delle piccole e medie imprese, pensate per i titolari della carta;

-avviando una piattaforma online chiamata Open Forum dove sono stati resi disponibili agli iscritti i contenuti delle conferenze;

-lanciando un social network riservato ai titolari della carta, chiamato Connectodex, nel quale gli utenti registrati possono contattarsi liberamente per fare business. Quindicimila aziende si sono registrate.

Il social network in parte si sovrappone con LinkedIn, ma i membri di Connectodex dicono di preferire quest’ultimo perché le altre imprese cono state preselezionate da Amex, in quanto titolari di carta, e dunque sono ritenute più affidabili. Per godere dei benefici sociali le PMI devono richiedere e mantenere una carta Open Amex.

Quindi la strategia sociale di Amex aumenta la disponibilità alla spesa aiutando i professionisti ad incontrare altri come loro a patto che mantengano il possesso della carta di credito.

Queste ultime considerazioni sono importantissime perché ci portano a teorizzare alcune linee guida per una strategia social, partendo dai bisogni emersi in queste case history:

a) Il bisogno di relazionarsi con altre imprese/imprenditori risponde all’esigenza ed al desiderio di imparare dai propri pari, in un processo diformazione peer-to-peer;

b) Gli utenti di una piattaforma che percepiscano un beneficio dall’appartenenza ad una community diventano “net promoter”: esiste un indice, il Net Promoter Score, che misura la probabilità che altri utenti consiglino il sito/il gruppo/il prodotto/il servizio.

Facciamo una piccola deviazione dalla nostra strada per spiegare il Net Promoter Score, che può essere utile anche agli startupper (fonte: sito www.marcolivieri.it)

NPS è una metrica di misurazione della loyalty, basata sulla risposta a una semplice domanda “quanto, in una scala da 0 a 10, raccomanderesti un prodotto o una azienda a un amico o a un collega?”.

Le risposte a questa domanda dividono i clienti in tre categorie:

- Detrattori (punteggio da 0 a 6- in questo intervallo i punteggi 5 e 6 sono considerati Neutri)

- Passivi (punteggio da 7 a 8 )

- Promotori (punteggio da 9 a 10).



Il Net Promoter Score si ottiene sottraendo la percentuale dei detrattori da quella dei promotori .

Net Promoter Score (NPS) = % Promotori – % Detrattori

L’esaustiva ricerca condotta da Fred Reichheld dimostra che l’NPS è correlato con la crescita sostenibile per le aziende che operano in numerosi settori: le aziende con NPS elevato hanno tassi di crescita superiori di due volte rispetto al mercato.La suddivisione della clientela in categorie permette di profilare i promotori, i passivi e i detrattori, per progettare azioni mirate sui diversi segmenti.

c) Le aziende devono per prima cosa immaginare come soddisfare i bisogni sociali delle persone, e solo successivamente collegare le possibili soluzioni ad obiettivi di business;

d) Per poter realizzare una strategia social, le aziende possono semplificare concentrandosi su quattro “sfide sociali”, quattro esigenze degli individui: entrare in contatto con estranei, interagire con estranei, rimettersi in collegamento con gli amici, interagire con gli amici. Ad ognuna di queste sfide sociali si può affiancare una specifica strategia.

Per concludere, cari startupper, dobbiamo comprendere che le piattaforme sociali diventano e diventeranno sempre più centrali nella vita dei clienti/consumatori/utenti: per questo è importante iniziare subito a pensare ad una strategia social, anche a piccoli passi, per cogliere questa opportunità prima degli altri .

Buone strategie, ed al prossimo viaggio!

(Foto Amex di Barry Dwyer)