Tumblr fa paura a Facebook e ha superato Twitter in numero di pagine viste al mese


“Su Facebook vedi le cose che ho visto io, su Tumblr vedi attraverso i miei occhi. La differenza c'è" dichiara il fondatore David Karp. E ha ben ragione. Come un padre orgoglioso del proprio bambino, Karp rivendica la superiorità della propria creatura.

Tumblr

A differenza di un blog tradizionale, il tumbleblog permette di condividere con gli altri utenti immagini e materiali multimediali in maniera non convenzionale, così da fornire una sorta di esperienza totalizzante a chiunque visiti la pagina blog.

Tumblr è una piattaforma blog, pardon tumbleblog, in cui l’aspetto intimistico e personale prende il sopravvento e rovescia l’immagine di post standardizzata e impersonale a cui ci hanno abituati social network come Facebook e Twitter.

La possibilità di essere commentati è a discrezione dell’utente, quindi la propria pagina può essere una sorta di vetrina di idee e sensazione senza interazioni con il prossimo.

 

 

Il principio alla base di questa esperienza assomiglia molto allo “stream of consciousness”, il flusso di coscienza da cui scaturiscono immagini, ricordi e sensazioni in maniera aleatoria e non necessariamente razionale.

Tutto questo con semplicità, grazie alle operazioni guidate che permettono di differenziare facilmente i propri contenuti. Agli utenti viene rilasciato un codice che consente di modellare le potenzialità della grafica plasmandolo sulle proprie esigenze.

TumblrIl messaggio è chiaro: tutti possono diventare blogger purché abbiano una storia da raccontare a si dedichino alla “content curation”, un concetto più vecchio del web stesso ma che spesso viene dimenticato.

La piattaforma vuole fornire strumenti di design a tutti e per incentivare l’aspetto dinamico del progetto si dà la possibilità agli utenti stessi di finanziare il perfezionamento delle funzioni disponibili o di essere loro stessi a suggerirne ed implementarne di nuove.

Ed è anche grazie al suo carattere innovativo, il vivace e personale mondo di Tumblr non è passato inosservato. Molte aziende sono infatti approdate alla piattaforma: CNN, Huffington Post, Oscar de La Renta, Ann Taylor, Alexander Mc Queen,Vanity Fair, Vogue, giusto per citarne qualcuno.

Il colosso di Karp ha di recente ricevuto, udite udite, un finanziamento di 85 milioni di dollari, la cui allocazione è ancora incerta. Come farà il giovane David a trasformare Tumblr in una macchina sputa-dollari? La risposta c’è ed è semplice: pubblicità. Ma Karp si dichiara contrario: “non voglio mettere banner sui contenuti”.

Insomma, le carte in regola ci sono. E, ironia della sorte, anche Twitter ha un account su Tumblr.

Che valga la regola strategica: “conosci il tuo nemico” ?