Intervista a Guido Ghedin, uno degli autorevoli Young Digitals - consulenti e docenti under 30, gente che di social media marketing ne mastica


Guido_Ghedin1. Raccontaci come nasce l’idea di creare YDL: c’è un gruppo di amici dietro o è la passione che vi ha uniti?


L'idea nasce dalla mente di Michele, che ha fatto partire il progetto nel 2010, con l'obiettivo di creare un network di persone che condividevano la passione per il social media marketing. Io ero all'università con lui, e mi sono appassionato al progetto poco dopo. E così è successo più o meno con gli altri: condividiamo la stessa passione ed allo stesso tempo siamo amici (e le foto delle varie serate/aperitivo Young Digital Nights sono lì a dimostrarlo).



 

2. Qual è il vostro target e la “killer app” che mi fa dire wow?


Il nostro target sono le aziende, ossia le persone che le compongono. Tutte le persone che lavorano a contatto con il mondo del marketing: oggi come oggi, dal customer care alla distribuzione dei prodotti, tutto deve passare per –  o essere integrato con – il Social World. La nostra killer app? Credo che sia semplicemente la nostra storia, per quanto breve, fatta di eventi formativi in giro per l'Italia, nei quali abbiamo dato spazio a decine di giovani professionisti del marketing digitale, e conosciuto migliaia di persone che si sono raccolte attorno al progetto, con le quali discutiamo sia online che davanti ad uno spritz.

3. Cosa cercano in particolare le aziende italiane quando si rivolgono a voi come consulenti e docenti?


Molti cercano di scoprire quello che è un mondo nuovo, ed una cultura aziendale diversa da quella di un tempo; molti ci contattano per restare aggiornati su tutto quello che succede in un universo in continua evoluzione; altri cercano di capire come tradurre il tutto in risultati concreti. Ad oggi siamo riusciti ad accontentare tutte queste esigenze, e speriamo di poter continuare a farlo, in Italia e non solo.

4. Siete giovani intraprendenti, tutti under 30, dalle molteplici competenze, dal web al marketing, ai social media. Il mondo del lavoro raccoglie la sfida di esperti come voi?


Deve farlo! È un processo lungo, ma è evidente che determinate posizioni possano essere ricoperte solo da chi è nato in questo ambiente. Non ci reputiamo esperti, ma professionisti del settore, persone che vedono le cose da dentro, e vogliono condividere quello che imparano ogni giorno. Sappiamo che non saremo giovani per sempre: quello che vogliamo far passare è un cambiamento di paradigma, dove non è detto che chi sale in cattedra debba essere un professore riconosciuto e pluripremiato a cui si da del "voi", ma una persona che parla di digital marketing perché fa quello nella vita. Per il resto, ogni membro del network è una persona giovane che ha un lavoro in questo settore: questo ci fa capire che le possibilità ci sono tutte.

5. Leggo nei vostri CV molte esperienze all’estero e specialmente negli USA, magari nell’assolata California della Silicon Valley. Qual è la caratteristica più importante che manca al mercato italiano?


La maggior parte dei membri del network ha avuto esperienze all'estero, lavorare in ambiente internazionale è oramai una caratteristica base. Io sono stato in California un paio d'anni, a Los Angeles. Quello che manca in Italia? Il coraggio. Di investire, di credere in cose mai provate, di credere nei giovani, e lo dico cercando di evitare la classica retorica del "bisogna andarsene via". Manca il coraggio di osare, di uscire dal seminato e dalla certezza che "se lo fanno gli altri allora funziona", il provare ad investire anche solo un po' di budget in qualcosa fuori dagli schemi. Per il resto, sono convinto che le potenzialità dell'Italia siano enormi, e le nostre teste un patrimonio invidiabile. Anche se paragonate ai primi della classe, ossia gli americani; è anche per questo che sono tornato.

6. Quali sono – se li potete svelare – i piani di YDL nel prossimo futuro? 


Alcuni piani li svelo molto volentieri: saremo a Milano il 4 e 5 ottobre e a Roma l'8 e 9 novembre con due corsi di formazione su Social Media Marketing e Digital Strategy. Poi abbiamo in mente di continuare ad espandere il network a livello internazionale, con il blog in inglese e con una serie di collaborazioni con giovani digitali sparsi per il mondo; vogliamo coinvolgere sempre più persone in questo progetto, partendo dall'Italia ma guardando oltre! Poi ci sono le immancabili "cose che non si possono dire": ma non temete, le vedrete nei prossimi mesi, seguendo il nostro blog e la nostra pagina Facebook .


 

Guido Ghedin, classe 1986. Dopo essersi specializzato in comunicazione virale e integrata alla UCLA, ha lavorato tra nord Italia e sud California nella progettazione di strategie di comunicazione, nelle strade e nel Web.