Apple nel mercato degli e-book


Sta facendo molto discutere sul web l’iniziativa di Apple di portare l’IPad nelle scuole, entrando nel mercato degli e-book con particolare riferimento all’editoria scolastica.

Già dall’anno prossimo molte scuole hanno deciso di alleggerire il peso dei libri degli studenti, prevedendo che la metà dei libri di testo possa essere in formato e-book.

Apple, sempre pronta a cogliere nuove opportunità, ha presentato recentemente a New York il progetto IBook2, che promette di semplificare la pubblicazione di testi e libri in formato elettronico.

La fonte di questo post è in una serie di articoli apparsi su ItaliaOggi, e in un post di Luca de Biase, giornalista del Sole24Ore, sul suo blog.

Il servizio IBook2


Il servizio IBook2 sarà come sempre disponibile attraverso una App gratuita scaricabile da ITunes, e si rivolge per ora agli editori, per incoraggiarli ad aumentare il numero di volumi disponibili per IPad.

Tuttavia il target principale è rappresentato da studenti ed insegnanti, poiché l’applicazione consente di creare testi ed altro materiale didattico direttamente da parte degli utenti (i cosiddetti UGC User Generated Content di cui abbiamo parlato anche in altri post).

Gli UGC servono a rendere più coinvolgenti e fruibili le lezioni, soprattutto se i contenuti sono creati dagli stessi insegnanti.

In USA ci sono già 1,5 milioni di IPad nelle scuole, ed il pricing scelto per i nuovi testi (a partire da 14,99 dollari) consentirà una ampia diffusione di testi per ogni materia e per ogni livello di istruzione.

Rivoluzione nel mondo dell'educazione


Si tratta di una vera e propria rivoluzione nel mondo dell’educazione: tra l’altro recentemente sono apparsi alcuni articoli che raccontano il naturale approccio dei bambini con gli schermi touch: sul numero di Wired di Febbraio si parla di un video su YouTube nel quale una bambina di un anno cerca di girare le pagine di una rivista di carta strisciando il dito come se fosse un touchscreeen.

L’uso degli schermi tattili in età prescolare e scolare viene salutato da molti come un progresso: si tratta del concetto “touchwhatyouwant” (tocchi quel che ti interessa).

Alcuni parlano invece di una alterazione dei processi cognitivi, poiché l’utilizzo precoce di queste tecnologie sottrae tempo ad attività manuali e più attive.

Personalmente ritengo che la tecnologia, come tutte le cose, vada dosata per i bambini, alternando momenti di gioco attivo a momenti di interazione, quindi le due opinioni sono entrambe valide.

In ogni caso l’iniziativa di Apple mi sembra interessante, a patto che i tablet nelle scuole vengano forniti ad un prezzo più accessibile rispetto a quello praticato al pubblico, visto che hanno una finalità prevalentemente didattica.

A proposito del progetto di Apple mi è molto piaciuto il post di Luca De Biase sul suo blog: De Biase ha il pregio di invitare il lettore a riflettere sui vari aspetti di una novità tecnologica.

Parlando di IBooks Author, Luca spiega il meccanismo con il quale un autore, insegnante, studente, può pubblicare il suo libro con Apple. Apple si impegna a combattere le duplicazioni non autorizzate delle opere, consentendo anche l’utilizzo su IPad.

 

Il mercato dei libri


Il mercato chiuso dei libri di testo così prodotti non è una novità per Apple: questo era già accaduto con la musica su ITunes e con le App su Appstore. “Chi usi la sua tecnologia deve restare nella piattaforma Apple”, afferma De Biase correttamente.

Ci sono state molte critiche per questa scelta della Apple, ma la società di Cupertino “prosegue nella sua strada di crearsi un ecosistema tutto suo”.

E’ anche vero che la Apple si è conquistata la posizione di vantaggio nel mercato dei tablet innovando prima e meglio di altri, e che le recenti cause con Samsung (per il GalaxyTab) confermano che la Apple deve tutelarsi da furti di idee e tecnologia.

Il vantaggio competitivo di Apple ovviamente si eroderà nel tempo, grazie anche alla maturazione di altre piattaforme (Amazon in testa), ma l’aspetto più importante è rappresentato dall’inizio di una nuova era nella produzione di libri di testo innovativi, dotati di una buona usabilità e di una interfaccia altamente fruibile.

Inoltre si devono considerare i costi molto elevati di produzione cartacea dei libri, soprattutto nel segmento della editoria scolastica, che incidono ovviamente sul prezzo finale di vendita: in questo senso il vantaggio industriale del digitale è evidente.

Ancora una volta la visione della Apple di un mercato emergente è innovativa e dirompente, e soprattutto sta generando nuove opportunità, attenzione e curiosità nel pubblico.

E la VISIONE, cari startupper, è certamente l’aspetto più rilevante di una idea, come abbiamo detto tante volte.

(Foto:http://www.francescaonline.it)