Oggi vi presento un libro la cui lettura è indispensabile per gli starupper e per tutti coloro che vogliano realizzare una idea: si tratta di “Create! Progettare idee contagiose (e rendere il mondo migliore)” di Mirko Pallera, uno dei co-fondatori, insieme ad Alex Giordano, del famoso sito NinjaMarketing. Create è anche il blog di Mirko Pallera, che seguo da tempo.

Oltre a parlarvi del libro, che è nelle librerie e dal 24 Febbraio è anche disponibile in formato e-book, vorrei raccontarvi di una modalità di diffusione e condivisione dei contenuti che mi sembra fantastica: il concetto di “pay with a tweet” o “pay with a click” o “pay with a like”.

Si tratta di un sistema social di pagamento, nel quale le persone pagano con il valore della loro rete sociale.

Cosa significa?


Pay with a tweetGli utenti possono decidere se vogliono pagare con un tweet su Twitter o con un post sulla loro bacheca Facebook, per accedere a servizi, contenuti on line, per diffondere una pagina, un prodotto, un marchio.In cambio ottengono un reward, di solito rappresentato dall’accesso free a contenuti normalmente a pagamento.

In sostanza è un tool ideato dal team creativo “Innovative Thunder”, per permettere ai marketer e a qualunque creatore di contenuti di generare buzz per se stessi, il proprio brand, prodotto o servizio. L’idea alla base è che “la parola di un amico conta di più di quella di un’impresa, il che è ancora più vero nell’epoca dei social media.

Funziona così: un’azienda o chiunque sia interessato a “vendere per un tweet” compila un modulo e riceve gratuitamente il proprio button ‘Pay with a Tweet’ e un URL in modo tale da gestire direttamente la transazione”. Nato per Twitter, ora il tool è utilizzabile anche per Facebook, in cui si chiede di essere pagati con un post in bacheca.

Perché vi sto parlando di questo metodo?


Perché il libro “Create!” è disponibile in anteprima online con questo metodo. Con il “Pay with a tweet” si possono gratuitamente scaricare le prime venti pagine del libro, e vi assicuro che è una ottima leva commerciale per incuriosire un lettore, e spingerlo all’acquisto del libro, in formato cartaceo o e-book.

Intorno al libro l’autore ha creato una serie di eventi online, nell’ottica della multicanalità: oltre a questa presentazione, c’è un booktrailer, disponibile su questo link: http://vimeo.com/37140624

Inoltre è stata creata una applicazione App per IPhone, “Create! The Book App”, per usufruire dei contenuti multimediali del libro: ogni qualvolta nel libro si trova un logo, si deve inquadrare attraverso la funzionalità Scan dell’applicazione. In questo modo si potrà accedere ai video, ai siti web, ad immagini. E’ dunque un libro che viene vissuto in realtà aumentata (o augmented reality), della quale abbiamo parlato nel post sui casi Layar e Tesco.

C’è inoltre una fanpage su Facebook, disponibile a questo link, per interagire con altri lettori: https://www.facebook.com/Createideacontagiosa?sk=app_337295839628537

C’è infine una web Radio, chiamata “Radio Create!” per interagire con gli ascoltatori. Insomma, tutto un mondo di comunicazione e diffusione virale via web e social media.

Parliamo ora del libro: nella premessa si parla di VIRAL-DNA, per descrivere “le idee contagiose in partenza, quelle che hanno la intrinseca capacità di essere adottate e moltiplicate”.

E’ un passaggio importante, dal brand-dna al viral-dna: con il primo concetto si pone l’accento sull’investimento in pubblicità, sulla costruzione di un brand (brand building) attraverso spot e soldi spesi in comunicazione pubblicitaria. Con il concetto di “viral-dna” invece l’idea diventa la vera protagonista del successo di un progetto.

Cosa vuol dire che l’idea diventa protagonista?


Mirko afferma che “oggi è importante che l’idea sia in grado di generare un entusiasmo spontaneo tra le persone: sono loro che diventeranno i moltiplicatori del messaggio e che decreteranno il successo dell’idea. La creatività è la nuova moneta”.

Si parla poi di innovazione sociale, di piattaforme open source, di marketing sostenibile e della “Fun Theory” di Volkswagen. La teoria è semplice e di grande impatto, perché “si basa sull’idea che il divertimento sia un ottimo modo per cambiare in meglio l’atteggiamento e la mentalità delle persone”. E Mirko descrive una serie di case history nelle quali è stata applicata la Fun Theory.

A proposito di innovazione sociale, per esempio, si parla del servizio FixMyStreet, che permette ai cittadini inglesi di segnalare buche nelle strade, marciapiedi dissestati, lampioni rotti, in modo che si possa procedere alla loro riparazione. Pensate a cosa potrebbe fare questo servizio in comunità nelle quali le voci dei cittadini vengano ascoltate!

In conclusione, cari startupper, vi invito ad entrare nel mondo di Create! e di seguire gli eventi di presentazione del libro (per esempio l’8 marzo a Milano, oppure alla Feltrinelli di Salerno il giorno 22 Febbraio).

 

(Foto copertina:http://mkbb09.tumblr.com)

(Foto:http://www.vivaldipartners.com)