Proseguiamo con l’analisi degli altri tre tipi di esperienze del cliente, e delle relative strategie di marketing:

1) Think:


il marketing del think “fa appello all’intelletto ed ha l’obiettivo di creare esperienze di conoscenza e di problemsolving che impegnano i clienti dal punto di vista creativo. Esso fa appello al pensiero convergente e divergente attraverso la sorpresa, l’intrigo e la provocazione”.

Oggi molte campagne pubblicitarie si basano sull’esperienza del think, in particolare nel settore dei prodotti tecnologici, ma anche recentemente nel retail e nel design dei prodotti.

Casi classici sono rappresentati dalle campagne Microsoft: celebre lo slogan “Dove vuoi andare oggi?”, che invitava le persone a scoprire le potenzialità offerte dall’utilizzo del computer, ed il ruolo di Microsoft come veicolo per portare ogni utente alla destinazione scelta. Anche la recente campagna della Xbox “Kinecteffect” rappresenta una ottima sintesi di Act, Think e Sense .

Ecco il video della campagna:

Kinect Effect




Un’altra società che ha sempre investito nello sviluppo del pensiero laterale è Apple: celeberrimo lo spot “Apple-thinkdifferent” nel quale testimonial d’eccezione come Einstein, Gandhi, John Lennon esortano le persone a pensare con la propria testa, perché solo “pensando in modo differente” si può pensare in grande, o meglio, come sottintende la pubblicità Apple, si può pensare un grande prodotto come Apple.

Ecco lo spot:

Think Different - versione italiana



 2) Act:


il marketing dell’Act mira ad influenzare le esperienze fisiche, gli stili di vita e le interazioni. Intende mostrare ai clienti alcuni possibili stili di vita basati sulla attività fisica, in contrapposizione alla sedentarietà, o li spinge a compiere una attività che impieghi energie fisiche.

Tutte le grandi marche sportive, di abbigliamento, accessori per lo sport si posizionano nella comunicazione attraverso il marketing dell’Act: esistono slogan talmente celebri da essere entrati nel gergo comune, da “Impossible isnothing” di Adidas alla campagna “Just do it” di Nike, a “Isit in you?” di Gatorade.

Questi slogan sono rappresentativi di una strategia di comunicazione totale e globale, che si attiva non solo con la classica pubblicità televisiva, ma anche via Internet, con siti web tematici, interattivi, che utilizzano modelli di ruolo (role model) per rappresentare stili di vita reali o aspirazionali: sportivi famosi, grandi star del cinema etc.

3) Relate:


questo tipo di esperienza contiene in sé tutte le altre, e la strategia di marketing basata sul Relate intende utilizzare le altre esperienze (Sense, Feel, Think, Act) per stimolare l’individuo a riflettere non sui sentimenti o pensieri privati, ma sul rapporto con la società.

In questo senso la sociologia del consumo offre molte spiegazioni: ogni individuo costruisce la propria identità nel rapporto con la Società, ma anche con gruppi sociali ristretti, che ne influenzano i comportamenti. Per questo le strategie di comunicazione basate sul Relate mettono in relazione l’individuo con il suo sé ideale, con gli altri, e le altre culture.

In questo segmento troviamo praticamente tutti i big brand, dai cosmetici all’intimo, dalle auto alle aziende fornitrici di servizi, dai prodotti tecnologici ai prodotti di consumo.

Pensate solo alla geniale pubblicità di Mastercard, un servizio immateriale, difficile da descrivere perché intangibile (fatta eccezione per il supporto fisico della carta di credito): con la serie di spot dedicati “ci sono cose che non si possono comprare, per tutto il resto c’è Mastercard”, oppure “ritrovarsi offline non ha prezzo” nel caso delle magliette acquistate via Internet, la Mastercard ha creato una filosofia di vita, un modo di intendere il valore degli oggetti, dando anche risalto all’importanza della vita offline (reale) in contrapposizione alla vita online (sempre connessi, alwaysconnected) tipica di molti adolescenti.

In questi spot c’è molto di più del messaggio, del prodotto, c’è la relazione dell’individuo con la società, con la tecnologie, con gli altri. Anche nelle affissioni pubblicitarie classiche si ritrova un nuovo modo di intendere la comunicazione: questa è una foto della nuova campagna Citroen, con una mega-affissione a Venezia, in Piazza San Marco, che recita: “Le regole, dettale”.

Questo tipo di messaggio sta diventando molto comune nel mercato delle auto, dove il possesso di una automobile diventa sempre più un modo per affermare la propria personalità, i propri interessi, e non solo uno status symbol legato alle disponibilità finanziarie.



Infine, vi propongo uno spot Nike, con la nuova campagna “Write the future”: lo spot dura tre minuti, nei quali ciascuno dei giocatori immagina e vede il proprio futuro in caso di errore o di vittoria. C‘è il giocatore che, avendo sbagliato una azione, si ritrova a vivere in una roulotte, o quello che, segnando un rigore, vede l’inaugurazione di una statua gigantesca che lo raffigura.

Ci sono molti messaggi sottintesi nello spot, molti modelli di ruoli, stili di vita, riferimenti più o meno espliciti a situazioni reali, sociali. L’ho scelto perché rappresenta, a mio avviso, la perfetta sintesi dei cinque tipi di esperienza: Sense, Feel, Think, Act e Relate.

Ecco lo spot:

Nike Write The Future HD




Per concludere questo viaggio nel mondo delle pubblicità, vorrei dire a tutti gli imprenditori, giovani startupper, a tutti coloro che hanno una idea, che devono anche pensare a come coinvolgere, emozionare i clienti, cercando nuovi modi per far vivere l’esperienza di consumo -o uso del prodotto- come un qualcosa di unico e diverso.