Lovli: il Talent Store del Design Italiano


Stamattina mentre guardavo le notizie su Facebook mi sono imbattuta in un post consigliato che ha attirato la mia attenzione. Sarà che in questo periodo dovendo arredare casa sono sensibile alla parola "arredamento", ma non è solo questo. Sono rimasta colpita piacevolmente dalla foto dell'annuncio perchè, ahimè, in giro non si trovano cose belle e soprattutto non a prezzi abbordabili.

lovli

Così, presa dalla curiosità, sicura che sarebbe stato sicuramente un sito con prezzi folli, ho provato a cercare Lovli.it per capire se la mia supposizione fosse vera. Così mi sono registrata (gratis) ed ho curiosato, e devo dirvi che sono rimasta piacevolmente sorpresa: complementi d'arredo di design, belli e dai diversi prezzi, alcuni molto alti ed altri medi.

Ma perchè vi parlo di questa piattaforma e-commerce?

Perchè dopo aver visitato il sito ho cercato notizie sul web ed ho scoperto che Lovli è una startup ideata da Tiziano Pazzini e Alberto Galimberti, due trentenni con esperienze all'estero e in grandi multinazionali, che è stata lanciata sul web con la versione Beta nel luglio 2012.

"Abbiamo creato questo sito, o Talent Store come ci piace chiamarlo, perché volevamo che tutti quelli che, come noi,  sono cresciuti a pasta e design avessero un posto dove poter trovare il meglio del talento italiano senza per forza spendere un occhio della testa."



Com'è nata l'idea?


Tiziano ed Alberto si sono conosciuti in Bocconi mentre frequentavano un master in Marketing. Sono diventati amici ma poi entrambi hanno fatto esperienze importanti all'estero. Un giorno si sono incontrati e si son detti che non valeva la pena lavorare 15 ore al giorno su progetti che fossero di altri. Così hanno condiviso il sogno di fare qualcosa che fosse proprio loro.

Hanno fatto prima un’analisi approfondita dei modelli di business che funzionano oggi e che possono funzionare nel futuro, poi hanno unito le loro passioni e tra queste c’era proprio il design.

Quanto hanno investito per partire?


Hanno investito circa 75 mila euro, raccogliendo il denaro tra amici e parenti che ora detengono piccole quote della società.

Qual è il loro modello di business?


Vendono alla community di Lovli  i prodotti dei loro designer- la maggior parte delle volte a prezzi scontati- e trattengono il loro margine : il 30 per cento a loro ed il 70 resta al designer.

In termini di fatturato la startup muove tra i mille e i duemila euro al giorno e punta a raggiungere il primo milione di euro nel breve periodo.I risultati in Italia, sostiene Alberto Galimberti, sono stati molto positivi, ma a trainare la crescita è l'estero, soprattutto dopo il lancio della versione inglese del sito lo scorso maggio.

Chi seleziona i designer?


Proprio loro. Cosa cercano? Prodotti originali. Ogni giorno selezionano nuovi designer italiani e raccontano le loro storie nella community di appassionati di design. Hanno diverse persone che girando  l’Italia vanno a trovare i designer nei loro laboratori.

" Ma se qualcuno vuole proporsi può inviare una mail a Francesca@lovli.it per la Sardegna (vive a Cagliari),Alessio@lovli.it per il CentroSud (vive a Roma),Roberta@lovli.it per il CentroNord (vive a Milano)." (fonte Vanity Fair,articolo 2012).

Qual è la value proposition di Lovli?


Lovli non si limita a vendere prodotti Made in Italy, ma alla vendita unisce il racconto: ogni volta che presentano un prodotto raccontano la storia e spiegano il percorso che ha portato alla sua ideazione. E' un approccio trasversale, tra quello proprio di un sito di e-commerce tradizionale e un magazine. Questo elemento, insieme all'assortimento dei designer, rappresenta la chiave del successo di Lovli.

Quali sono i prossimi passi?


Per accelerare la crescita ed espandere il team stanno valutando l'interessamento di alcuni potenziali investitori

 

In bocca al lupo Lovli !